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Forte terremoto in Calabria: magnitudo 6.1 sentito in tutto il Sud

L’INGV ha registrato un forte sisma molto profondo al largo della costa cosentina. L’energia sprigionata rievoca la distruzione de L’Aquila.

Una scossa di magnitudo 6.1 è stata registrata a circa 20 km al largo della costa tirrenica della Calabria. La terra ha tremato nel cuore della notte. L’intensità del movimento tellurico ha innescato un rapido allarme tra i cittadini, ricordando quanto il territorio italiano sia geologicamente attivo e costantemente monitorato dalle autorità competenti.

La Sala Sismica INGV-Roma ha localizzato l’epicentro lungo la costa nord-occidentale cosentina tra Amantea e Paola. L’analisi tecnica dei dati delinea chiaramente la portata del terremoto in Calabria, la cui magnitudo è stata fissata a 6.1 (una prima stima era stata di 6.2). La scossa, avvenuta alle 00:12, si è originata a una profondità di ben 250 chilometri. Questa profondità ha funzionato come un provvidenziale ammortizzatore geologico: pur avendo generato un’area di avvertibilità vastissima, che ha permesso alla scossa di essere sentita distintamente in tutto il Centro-Sud, non ci sono stati danni in superficie. La scossa è stata avvertita distintamente in tutta la Calabria. Anche a Crotone che dista dall’epicentro oltre 100 km.

Numerose le chiamate giunte alle Sale Operative dei Vigili del Fuoco da parte di cittadini che hanno avvertito la scossa. Al momento non risultano pervenute segnalazioni di danni né richieste di soccorso correlate all’evento sismico alle Sale operative 115 dei comandi provinciali dei Vigili del fuoco. La situazione è sotto costante monitoraggio. 

Alle ore 1.15 è terminata la riunione della Unità di Crisi con il Dipartimento nazionale di Protezione Civile. Si conferma, fortunatamente, l’assenza di danni a persone o cose. La Sala Operativa sta continuando a ricevere numerose telefonate di cittadini che chiedono informazioni. Ricordiamo ancora una volta il numero verde 800222211.

L’elemento che colpisce maggiormente in queste ore è la potenza rilasciata dalla faglia tirrenica. Una magnitudo di 6.1 rappresenta un picco di energia straordinariamente elevato, del tutto simile per intensità a quello che ha caratterizzato il tragico terremoto de L’Aquila nel 2009. A fare l’enorme differenza in questo caso, salvando i territori costieri e l’entroterra da conseguenze drammatiche, è stata proprio la profondità dell’ipocentro. Mentre il sisma abruzzese colpì a pochissimi chilometri dalla superficie sprigionando tutta la sua forza distruttiva sugli abitati, la profondità ha assorbito gran parte dell’energia.