Ad 80 miglia dalla Calabria
|Sbarco a Crotone: 57 salvati dalla Guardia Costiera, tra loro sei bambini
Complesso soccorso condotto in mare aperto per i profughi che erano su una barca a vela partita dalla Turchia. Secondo sbarco in tre giorni
CROTONE – Sono scesi tenendosi per mano, trovando coraggio l’uno nell’altro dopo un viaggio in mare aperto durato giorni interminabili. Sei bambini, tra i due e gli otto anni originari di Iran e Iraq, hanno toccato il suolo europeo sulla banchina del porto di Crotone, condotti in salvo dalla motovedetta Cp 321 della Guardia Costiera. “Sono stati forti per tutto il viaggio”, ha raccontato con emozione un membro dell’equipaggio dell’unità navale della Capitaneria di porto dando una carezza all’unico maschietto del gruppo: “Lui ha pianto un po’”. I piccoli fanno di un gruppo di 57 persone, giunte a Crotone dopo una traversata iniziata su una barca a vela salpata da Marmaris, in Turchia, diversi giorni prima.
I dettagli dello sbarco di migranti a Crotone
Le operazioni di salvataggio si sono rivelate particolarmente complesse. La motovedetta ha intercettato l’imbarcazione nel pomeriggio del 3 giugno, a 80 miglia dalle coste calabresi, nel canale tra Italia e Grecia. Le avverse condizioni meteo, con mare forza 4 e onda formata, hanno spinto la Guardia Costiera a richiedere il supporto di una nave mercantile in transito nella zona per creare un ridosso e smorzare la furia delle acque.
Poco dopo le 8 del mattino di giovedì 4 giugno, mentre un nave da crociera che attraccava sulla banchina opposta, anche il loro viaggio si è concluso in siciurezza. A bordo del mezzo di soccorso viaggiava un carico di umanità in fuga da nazioni segnate da profonde crisi: Iran, Iraq, Afghanistan, Siria ed Egitto. Tra loro, oltre ai sei bambini con le rispettive famiglie, anche undici donne.
L’accoglienza sulla banchina e le condizioni di salute
Nonostante i vestiti bagnati e i giubbotti di salvataggio ancora indossati, i bambini, seduti a terra, hanno continuato a giocare e a regalare sorrisi a chi li attendeva: medici, crocerossine, agenti delle forze dell’ordine e rappresentanti di Frontex. Il vento sferzava la banchina, ma l’immediato intervento di un funzionario di Europol, che ha distribuito coperte termiche, e di una volontaria della Croce Rossa, che ha aiutato i piccoli a coprirsi intrattenendoli, ha riportato tranquillità. La più piccola del gruppo si è poi addormentata in braccio al papà.
Le condizioni cliniche generali, verificate sul posto dal personale dell’Ufficio per le Vulnerabilità dell’Asp, sono risultate nel complesso buone; solo una donna anziana ha accusato un lieve malore dovuto al mal di mare. Le procedure, coordinate dalla Prefettura e sorvegliate dall’Ufficio Immigrazione della Questura, si sono concluse con il trasferimento del gruppo al Centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Si tratta del secondo arrivo in tre giorni, dopo le 29 persone soccorse lunedì 1 giugno da un pattugliatore rumeno.






