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Vice presidenza, ‘Crescere’: sgarbo a Crotone. Familiari fuori la Giunta

Il consigliere Familiari ha rifiutato le deleghe che gli erano state attribuite da Ammirati sostenuto pienamente dal movimento del sindaco Voce

CROTONE – La vice presidenza dell’ente Provincia fa entrare in conflitto il movimento ‘Crescere’, che fa capo al sindaco di Crotone Vincenzo Voce, con gli alleati di centrodestra. Crescere rivendicava per il suo unico consigliere provinciale eletto quell’incarico che invece il presidente Antonio Ammirati ha assegnato lo scorso mercoledì 3 giugno, a Saverio Punelli, consigliere di Crucoli espressione di Fratelli d’Italia.

Il consigliere Familiari rinuncia alle deleghe assegnate

Il risultato è che Vincenzo Familiari ha rinunciato alle deleghe che gli erano state assegnate dal presidente Ammirati, rimanendo fuori dall’amministrazione provinciale. E il movimento Crescere “condivide pienamente” questa decisione del proprio consigliere provinciale poiché le nomine di Ammirati sarebbero avvenute con un “metodo non pienamente in linea con la visione del Movimento, che ritiene fondamentale il confronto e la condivisione nelle decisioni che riguardano il percorso politico e amministrativo dei propri rappresentanti”. “Per questo – continua la nota di Crescere – non possiamo nascondere una certa amarezza per la mancata condivisione preventiva (…) Non è il clima politico che auspicavamo. Un clima che, viceversa, si sta registrando nelle consultazioni avviate dal sindaco per la formazione della nuova Giunta comunale, caratterizzate da ascolto, confronto e ricerca di soluzioni condivise, elementi che consideriamo indispensabili per rafforzare l’azione amministrativa e la coesione della maggioranza”.

La scelta di Ammirata definita “uno sgarbo istituzionale alla città di Crotone”

Il movimento che fa capo a Voce ritiene “inoltre che il mancato coinvolgimento nella designazione di un rappresentante cittadino alla carica di vice presidente rappresenti uno sgarbo istituzionale nei confronti dell’intera città, in quanto tale ruolo avrebbe meritato un percorso condiviso e un riconoscimento del radicamento territoriale delle sue rappresentanze”. “La scelta di procedere senza un adeguato confronto con le realtà locali rischia infatti di indebolire il senso di appartenenza e la partecipazione delle comunità ai processi decisionali che le riguardano direttamente”, viene sottolineato nella nota stampa.

Non ci dovrebbero essere ripercussioni sulle consultazioni comunali

“La decisione assunta in ambito provinciale non pregiudica il rapporto di collaborazione e di fiducia che si sta consolidando nell’esperienza amministrativa comunale – afferma ancora Crescere – Al contrario, il movimento Crescere in questo contesto continua ad offrire il proprio contributo con responsabilità e spirito costruttivo, nella convinzione che il dialogo e la condivisione rappresentino la strada migliore per affrontare le sfide che attendono la nostra comunità”.