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Sbarco nella notte a Crotone: la Louise Michel salva 47 vite

Assistenza medica per donne e numerosi minori. L’organizzazione: “Dall’Italia una persecuzione contro le Ong”

CROTONE – Dall’oblò si vedono oltre ai sorrisi delle donne e dei bambini ora in salvo, anche dei cartelli: Migration is not a crime. Poi spuntano degli occhi di donne che guardano curiosi. Occhi che sorridono dopo aver passato anni di terrore e giorni con l’incubo della morte addosso. Quegli occhi guardano la terra di Calabria. Possono scrutare nel buio di una tranquilla notte crotonese perché ci sono state delle persone, unite nel nome della solidarietà umana, che sono andati a salvarli. Sono 47 le persone soccorse dalla nave dell’Ong MV Louise Michel giunte a Crotone nella notte tra il 5 e il 6 giugno. L’imbarcazione umanitaria, comprata grazie alla vendita di un’opera di Bansky che poi l’ha decorata, le ha recuperate in mare aperto su un gommone che stava per affondare.

I dettagli dello sbarco a Crotone

sbarco 5 giugno 2026

La MV Louise Michel, ha fatto il suo ingresso in porto a Crotone intorno alle 22:30, ma le operazioni si sono protratte fin oltre la mezzanotte. A toccare il suolo calabrese sono stati 24 uomini, 13 donne e 10 minori, di cui 8 non accompagnati. Il gruppo proviene interamente da Paesi dell’Africa subsahariana, in gran parte da Nigeria e Mali. Immediatamente dopo l’arrivo, il personale dell’Ufficio vulnerabilità dell’Asp, coadiuvato dai volontari della Croce Rossa Italiana, ha effettuato i controlli sanitari di rito.
Nonostante molti presentassero i segni del forte stress legato al lungo viaggio su un gommone sovraffollato, le condizioni cliniche generali sono risultate complessivamente buone. Due donne incinte, sono state trasferite in ospedale per accertamenti. Tutta la complessa macchina dell’accoglienza è stata coordinata dalla Prefettura locale, con l’intervento della Capitaneria di porto e dell’Ufficio immigrazione della Questura. Terminate le operazioni di identificazione primaria, i 47 superstiti sono stati trasferiti al Centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto.

Il salvataggio nel Mediterraneo e il cambio di rotta

sbarco 5 giugno 2026

Il soccorso vero e proprio è scattato il 4 giugno. L’equipaggio della nave ha intercettato un Mayday Relay lanciato da un velivolo Frontex in merito a un’imbarcazione di fortuna in grave difficoltà. I 47 migranti erano su un gommone molto instabile. L’intervento della Louise Michel ha salvato loro la vita. Oltre al recupero dei naufraghi, gli attivisti sono stati allertati della presenza di altri due natanti intercettati dalle motovedette libiche; giunti sul posto, i soccorritori hanno rinvenuto soltanto i resti di un gommone ormai vuoto.
Come è ormai ‘tradizione’ delle autorità italiane, nonostante la moltitudine di porti in Sicilia, alla Mv Louise Michel è stato assegnato come porto sicuro quello  di Taranto, situato a circa due giorni di navigazione dal tratto di mare libico in cui è avvenuto il recupero. Tuttavia, a causa del progressivo esaurimento delle scorte di acqua dolce e carburante, la rotta è stata dirottata verso Crotone.

L’Ong: persecuzione politica dall’Italia

sbarco 5 giugno 2026

La gestione dei porti di sbarco decisa dal governo italiano ha sollevato forti critiche da parte dell’organizzazione umanitaria. Attraverso i propri canali social, l’Ong ha diramato un duro comunicato in cui attacca frontalmente le politiche governative di assegnazione dei porti: “L’Italia ha assegnato il porto lontano di Taranto a due giorni di navigazione . Solo dopo diverse e-mail, trattative e con livelli critici di acqua dolce e carburante a bordo della nostra nave, siamo stati riassegnati a Crotone per sbarcare i 47 superstiti a bordo della Louise Michel. Crotone è comunque ancora molto più lontano del porto sicuro più vicino. Si tratta di una persecuzione a sfondo politico ai danni dei sopravvissuti di uno dei confini più letali al mondo. La sicurezza è un diritto umano”.