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Lavoro nero a Crotone: il 40% della manodopera è irregolare

Il bilancio della campagna di controlli condotta dall’inizio del 2026 dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro: irregolarità in 57 aziende su 68 controllare

CROTONE – Un tasso di irregolarità allarmante, con il 40% della manodopera impiegata in nero. È questo il bilancio che riassume l’intensa campagna di controlli condotta dall’inizio del 2026 dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL), con il supporto dei Reparti dell’Arma territoriale, per contrastare la diffusione del lavoro nero a Crotone e nella sua provincia. I dati diffusidal comando provinciale dell’Arma di Crotone offrono uno spaccato preoccupante sul tessuto produttivo locale, evidenziando non solo violazioni contrattuali, ma anche gravi carenze sul fronte della salute dei dipendenti.

I numeri sul lavoro nero a Crotone e le ispezioni

Le verifiche dei militari, nei primi mesi dell’anno, si sono concentrate su 68 attività imprenditoriali operanti in settori cruciali per l’economia del territorio: ristorazione, servizi di alloggio, edilizia, agricoltura e commercio. Di questi accessi ispettivi, ben 57 si sono conclusi con esito irregolare.

Il dato più critico emerso dalle indagini riguarda proprio lo sfruttamento della manodopera. Su 120 posizioni lavorative passate al setaccio dagli ispettori, 48 sono risultate totalmente sommerse. Si tratta di individui impiegati senza alcuna tutela assicurativa, previdenziale o contrattuale, un fenomeno che conferma come l’incidenza del lavoro nero a Crotone rappresenti ancora una sfida complessa per le forze dell’ordine.

Sicurezza e salute: oltre il lavoro nero a Crotone

L’azione di controllo dei Carabinieri del NIL non si è fermata alla sola regolarità contrattuale. I controlli hanno portato alla luce una serie di gravi inadempienze relative al Testo Unico sulla Sicurezza (D. Lgs. 81/2008), tutte con rilevanza penale. Tra le principali violazioni contestate agli imprenditori figurano:

  • Omessa sorveglianza sanitaria: mancata esecuzione delle visite mediche di idoneità per i dipendenti.
  • Carenze strutturali e formative: assenza di adeguata formazione per il personale e carenze nella segnaletica di sicurezza.
  • Mancata prevenzione incendi: dispositivi di spegnimento ed estintori senza la prescritta revisione periodica.
  • Violazione della privacy: installazione di impianti di videosorveglianza privi delle necessarie autorizzazioni.

Sospensioni aziendali e indagini della Procura

Le conseguenze per gli esercenti irregolari sono state immediate e severe. A seguito delle verifiche, è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale per 6 aziende. Il conto economico delle violazioni è pesante: alle maxi-sanzioni da 3.900 euro per ciascun dipendente irregolare si aggiungono sanzioni amministrative per oltre 52mila euro, portando l’importo complessivo tra ammende e multe a 179.942,89 euro.

Le attività di contrasto allo sfruttamento lavorativo proseguiranno in modo capillare su tutto il territorio provinciale. L’obiettivo dei militari resta quello di ripristinare le condizioni di legalità e garantire ambienti sicuri, operando in stretta sinergia e raccordo con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Dott. Domenico Guarascio.