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Regione, Barbuto: “Sma neonatale, servono certezze”

La cinquestelle interroga Occhiuto sull’attuazione dello screening nei punti nascita: verifiche su Ceinge e copertura regionale

REGGIO CALABRIA – La piena operatività dello screening neonatale per l’Atrofia muscolare spinale (Sma) in Calabria finisce al centro di un’interrogazione a risposta scritta presentata dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Elisabetta Barbuto al presidente della Regione Roberto Occhiuto.

L’iniziativa ispettiva punta a fare chiarezza sull’attuazione del decreto 44/2025, che ha avviato il percorso per rendere obbligatorio lo screening per la Sma nei punti nascita calabresi, prevedendo la diagnostica avanzata affidata al centro di ricerca e laboratorio Ceinge Biotecnologie Avanzate e la presa in carico terapeutica urgente presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

“Il diritto alla salute dei neonati non può attendere i tempi della burocrazia – ha dichiarato Barbuto – la Sma è una patologia neuromuscolare gravissima e tempo-dipendente: intervenire nei primissimi giorni di vita può cambiare radicalmente la prognosi, mentre un ritardo può comportare danni irreversibili”.

Con la conclusione del commissariamento della sanità calabrese e il ritorno alla gestione ordinaria regionale, la consigliera pentastellata chiede ora di verificare lo stato reale di attuazione del provvedimento.

Nell’atto ispettivo vengono posti tre quesiti principali: se l’addendum contrattuale con il Ceinge sia stato effettivamente firmato e reso operativo; se le procedure e la modulistica per il consenso informato siano state distribuite in tutti i punti nascita delle cinque province; e quanti neonati siano stati effettivamente sottoposti allo screening dalla sua introduzione.

“Non possiamo permettere che un provvedimento così importante resti solo sulla carta o venga applicato a macchia di leopardo – ha aggiunto Barbuto – è necessario garantire uniformità e tempestività su tutto il territorio regionale”.

La consigliera ha infine ribadito che continuerà a monitorare l’attuazione del programma, definendo lo screening neonatale per la Sma “un intervento di civiltà sanitaria che deve essere garantito in modo pieno e immediato a tutti i neonati calabresi”.