L'evento de 'il Crotonese'
|“Algoritmi in corsia”, il confronto su IA e robotica nella sanità
L’evento de ‘il Crotonese’ ha messo di fronte esperti, accademici e istituzioni sulla sfida digitale nelle strutture sanitarie del territorio
L’intelligenza artificiale sta già ridisegnando i confini della sanità, ma la vera sfida resta quella di non smarrire l’empatia e il contatto con il paziente. È questo il filo conduttore di “Algoritmi in corsia”, l’atteso appuntamento organizzato da “Il Crotonese” che si è svolto il 17 giugno nella sede di Confindustria Crotone. L’evento, moderato dai giornalisti Danila Esposito e Angela De Lorenzo, e sviluppato in due sessioni distinte, ha riunito allo stesso tavolo i massimi esperti regionali, accademici e rappresentanti delle principali strutture sanitarie del territorio per fare il punto su una rivoluzione tecnologica che è già realtà. A dare il via ai lavori sono stati i saluti istituzionali di Mario Spanò (Presidente Confindustria Crotone), Emilia Noce (Vice Presidente Camera di Commercio Calabria Centrale) i quali hanno sottolineato l’importanza strategica di fare rete in Calabria su temi così cruciali.
Scrivere il futuro della medicina: la tecnologia alleata del medico
La prima parte del convegno ha esplorato le frontiere scientifiche dell’IA applicata alla clinica:
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Il volto umano nelle cure critiche: La Dott.ssa Carolina Biscardi (Ospedale Annunziata di Cosenza) ha spiegato come l’IA possa supportare la terapia intensiva senza però sostituire l’indispensabile sensibilità umana. A questo proposito ha spiegato come “L’Intelligenza Artificiale sta rapidamente trasformando il panorama sanitario, introducendo strumenti innovativi in grado di supportare la diagnosi, la prognosi e i processi decisionali clinici. In Anestesia e Rianimazione, contesti caratterizzati da elevata complessità assistenziale e da una continua produzione di dati clinici e strumentali, l’IA rappresenta una risorsa strategica per migliorare la capacità predittiva, ottimizzare i percorsi di cura e supportare il professionista nelle decisioni più complesse”.
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Il chirurgo aumentato: Il Prof. Michele Di Dio (Unical e Ospedale di Cosenza) ha illustrato la straordinaria sinergia tra robotica avanzata e algoritmi nella pratica urologica. Nello specifico è stata esplorata la convergenza tra piattaforme robotiche e Intelligenza Artificiale, un’evoluzione che doterà il chirurgo di una consapevolezza intraoperatoria senza precedenti. Attraverso applicazioni concrete, come la realtà aumentata e l’integrazione di modelli 3D, è stato analizzato il passaggio del robot da mero esecutore passivo a sistema intelligente e collaborativo, capace di anticipare le criticità e ottimizzare l’atto chirurgico in tempo reale.
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Laboratori intelligenti: Il Prof. Camillo Palmieri (Università Magna Graecia e AOU Dulbecco di Catanzaro) ha tracciato la rotta verso la medicina di laboratorio del futuro. L’evoluzione in corso, inserita nel paradigma di Industry 5.0, prevede l’integrazione di automazione, digitalizzazione, connettività e AI per la realizzazione di laboratori sempre più intelligenti e interconnessi. In questo scenario, l’AI potrà supportare la selezione appropriata degli esami, la previsione di eventi clinici, l’integrazione di dati laboratoristici, clinici, radiologici e omici, nonché lo sviluppo di sistemi avanzati di supporto decisionale e di modelli innovativi come il digital twin del paziente.
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Supporto decisionale: L’ingegnere e ricercatore Andrea Simeri (UNICAL) ha ricordato che l’algoritmo va inteso rigorosamente come uno strumento di supporto alle decisioni del medico, e mai come un sostituto del professionista. Simeri ha esplorato l’impatto dell’IA nell’iter diagnostico-terapeutico con particolare riferimento alle applicazioni nelle fasi di screening, diagnosi, prognosi e supporto chirurgico. Ha analizzato potenzialità e insidie di un dominio così complesso, chiarendo che, pur essendo l’Explainable AI importante, la centralità del medico è fondamentale per garantire fiducia e trasparenza: l’IA resta uno strumento a suo supporto.
Un momento di profonda riflessione è stato offerto dalla Dott.ssa Rossana Caccavo Proto (Associazione Crocerossine d’Italia ETS), che ha messo l’accento sul valore insostituibile del capitale umano all’interno di una sanità sempre più digitalizzata. Nel suo intervento la Caccavo ha evidenziato come l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie rappresentino una straordinaria opportunità per il sistema sanitario, ma non possano sostituire il valore della relazione umana nella cura. Partendo dalle eccellenze sanitarie presenti nel Crotonese, ha sottolineato il ruolo strategico della formazione, della comunicazione e dell’empatia, indicando proprio nelle persone il vero fattore capace di fare la differenza. Un passaggio particolarmente significativo è stato dedicato alle realtà sanitarie del territorio che, nonostante le difficoltà della sanità calabrese, hanno saputo costruire percorsi di eccellenza, attrarre professionisti e ridurre la mobilità sanitaria passiva. “La tecnologia è fondamentale – ha evidenziato – ma la fiducia si costruisce tra esseri umani, prima ancora che con le macchine”.
Tavola Rotonda: come l’algoritmo cambia gli ospedali calabresi
Il dibattito è poi entrato nel vivo della gestione pratica e territoriale con una tavola rotonda dedicata all’ingresso delle nuove tecnologie nelle strutture sanitarie della regione.
Il Dott. Stefano Alba (Romolo Hospital) ha lanciato la proposta di un vero e proprio “patto per il territorio” per cogliere le opportunità dell’IA riducendone i rischi, mentre il Prof. Marco Tatullo (Marrelli Health) ha approfondito i temi della diagnostica predittiva e della medicina traslazionale. Eccellenze del territorio come l’Istituto S. Anna, rappresentato dalla Dott.ssa Maria Elena Pugliese, hanno mostrato le applicazioni pratiche delle tecnologie già in uso, spiegando i passaggi dalla Robotica assistita alla Robotica intelligente e l’Ia e la Tele-Riabilitazione
Infine, la Dott.ssa Letizia Tiano (OMCeO Crotone e UOC Psichiatria) ha affrontato il delicato impatto dell’IA nella salute mentale, spiegando come “L’intelligenza artificiale sta progressivamente trasformando la medicina, incidendo su diagnosi, percorsi terapeutici e organizzazione dei servizi sanitari. Le sue applicazioni spaziano dall’analisi di immagini e dati clinici fino ai sistemi di supporto decisionale e alla medicina predittiva, con potenziali benefici in termini di accuratezza diagnostica, tempestività degli interventi e ottimizzazione delle risorse”. Il Direttore Amministrativo di ANMIC Riabilitazione, Vincenzo Squillacioti, ha illustrato la complessa transizione burocratica e organizzativa legata all’ingresso degli algoritmi nei reparti ospedalieri. L’approccio adottato muove da una domanda fondamentale: come dedicare più tempo e di maggiore qualità alle persone assistite? La risposta del gruppo è netta: la tecnologia deve liberare il capitale umano dalla burocrazia e dalla duplicazione delle attività, restituendo tempo al rapporto tra specialista e paziente, mai sostituendolo.


