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Processo naufragio Cutro, D’Agostino: livello politico? Mea Culpa

Il capo dell’Imrcc all’epoca del naufragio commenta in udienza le relazioni di Frontex e spiega le regole di ingaggio

CROTONE – “Un cumulo di facezie”. Così il capitano Gianluca D’Agostino, nel corso dell’interrogatorio per il processo sui ritardi nei soccorsi al caicco naufragato a Cutro il 26 febbraio 2023, ha definito le conclusioni della relazione dell’ufficio diritti fondamentali di Frontex sul naufragio di Cutro. Conclusioni, lette in aula, nelle quali si stigmatizza l’operato dell’Italia per la mancata dichiarazione Sar.

Eventi non paragonabili

D’Agostino ha spiegato che non è possibile paragonare gli interventi sulle barche a vela, “dove la presenza del sovraffollamento è evidente dall’esterno ed indica chiaramente una situazione di pericolo” rispetto al filmato del caicco che naviga senza problemi e non mostra alcuno in coperta. D’Agostino ha spiegato anche la sua frase – “ritengo che il nostro unico errore sia stato di fidarci della guardia di finanza che ci ha dato delle informazioni mendaci” – riportata nel verbale di interrogatorio davanti ai carabinieri di Crotone: “Sono frasi che sotto pressione possono sembrare poco eleganti e di cui mi scuso. Con amici della Finanza abbiamo salvato e salviamo miogliaia di persone. La verità è che alle 23.37 c’era una informazione della presenza di una motovedetta in quella zona, ma quell’imbarcazione non c’era”.

Il pm ha incalzato: se avesse saputo che la barca della Finanza non c’era? “Avrei contatto i colleghie chiesto di intervenire come polizia sotto il loro coordinamento. L’avrei gestita in modo diverso rispetto alle informazioni che avevo avuto. Avrei innalzato livello per chiedere al collega della Finanza un brainstorming, però…”.

La mail delle decisioni del livello politico

Il pm ha chiesto all’ufficiale anche di spiegare la sua mail alle Capitanerie di porto inviata il 24 giugno 2022 nella quale informava dei cambiamenti delle regole di ingaggio “decisi dal livello politico”. D’Agostino ha puntualizzato: “Livello politico è un termine che ho usato in modo improprio per spiegare una decisione avvenuta a livello strategico e tattico. Mea culpa. Nasce da mio approccio lessicale, era una mail interna ed ho usato termine livello politico indicando che presso ministero interno comando generale Gdf aveva chiesto incontro per evidenziare criticità operative”.