Comune di Crotone
|Residenti: in via Roma bisogna fermare non uno ma sei palazzi
Il costone delle colline che da San Domenico scende verso il mare, attraversato da corso Mazzini e via Roma, ha una posizione di pregio molto appetibile per possibili speculazioni edilizie
CROTONE – Il costone delle colline d’argilla che dalla zona di San Domenico scende verso il mare, attraversato da corso Mazzini e via Roma, per la sua posizione di pregio continua ad essere molto appetibile per possibili speculazioni edilizie. Negli ultimi giorni sta facendo molto discutere una lottizzazione che prevede la costruzione di un nuovo edificio residenziale a più piani proprio a ridosso del lungomare Gramsci, ma l’associazione dei residenti di Corso Mazzini e via Roma, che da anni si batte contro l’eccessiva cementificazione di questo lembo residuo di ‘belvedere’ con vista mare, fa notare che anche un po’ più a monte della strada continua ad incombere il rischio di un’altra lottizzazione edilizia, con volumetrie ben maggiori.
L’associazione dei residenti di corso Mazzini e via Roma
Attraverso un comunicato stampa, l’associazione dei residenti di corso Mazzini e via Firenze sottolinea di condividere “le forti perplessità che nei giorni scorsi numerosi consiglieri comunali hanno pubblicamente manifestato in relazione alla lottizzazione 3.11”, ma allo stesso tempo l’associazione segnala “che a soli 50 metri di distanza, sull’altro lato della stessa via Roma, è previsto il piano di lottizzazione 3.8 recante criticità ben più gravi”. Riguardo a questo secondo progetto di edilizia residenziale privata, i residenti spiegano tutte le loro perplessità. “Si parte – affermano – dalla cessione ai privati dei diritti edificatori detenuti dal Comune in cambio di un corrispettivo non commisurato, per proseguire con la mancanza dei necessari parcheggi all’interno del comparto, a cui si intenderebbe porre rimedio destinando aree esterne oggi occupate da verde pubblico. Inoltre, se il piano 3.11 prevede la costruzione di un palazzo di 4 piani, il 3.8 ambisce invece alla realizzazione di ben 5 edifici, ciascuno di 5 piani più 3 seminterrati, in un’area soggetta a vincoli e storicamente destinata a verde e servizi”.
Denunciate presunte irregolarità anche alla Procura
Per i residenti nella zona, “ciò che riveste particolare gravità è la mancata proprietà dei suoli da parte dei proponenti”. “A rivelarlo – scrivono nella loro nota diffusa alla stampa – sono stati loro stessi presentando domanda di usucapione dei terreni che il Tribunale di Crotone rigettava con sentenza n. 731/19, essendo risultato insussistente l’asserito possesso. Nonostante la sentenza di rigetto – è l’accusa mossa dall’associazione dei residenti – i proponenti, perseverando nel loro intento, arrivavano addirittura a dichiarare in atto notarile di compravendita (rep. 17472 del 24 giugno 2021) di avere la disponibilità dei medesimi suoli in forza di usucapione (sic!) ed a trasferirne la proprietà a due diverse società, di cui loro stessi risultano amministratori unici. Allegavano quindi l’atto così formato alla domanda di lottizzazione, in modo da apparire proprietari dei suoli”.
Dirigenti e amministratori comunali informati dai cittadini
Per i cittadini riuniti nell’associazione “il Comune potrebbe sembrare vittima della situazione, se non avessimo provveduto ad informarlo immediatamente, trasmettendo pure copia dell’esposto da noi presentato alla Procura della Repubblica”. “E nonostante le nostre reiterate sollecitazioni – sottolineano – rivolte all’assessore, al dirigente e persino al sindaco, affinché fossero assunte determinazioni improntate alla cautela, temiamo che le due lottizzazioni possano essere autorizzate a breve”. I residenti su corso Mazzini e via Roma confidano, a questo punto, “di ricevere l’auspicato sostegno da parte degli esponenti politici intervenuti nei giorni scorsi sulla vicenda”, ma soprattutto “poniamo piena fiducia nell’operato della Procura della Repubblica, certi che saprà neutralizzare prontamente questo ennesimo attacco alla legalità, tutelando ambiente, paesaggio e vivibilità collettiva”.



