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Sanità, flash mob a Crotone: in piazza con le valigie del dolore

Manifestazione davanti la sede Asp: chieste risposte urgenti su screening e potenziamento ospedaliero

CROTONE – Una schiera di valigie destinate agli ospedali del Nord dove si curano patologie oncologiche ha occupato il piazzale antistante gli uffici dell’Asp “Il Granaio”. Non sono bagagli per un viaggio di piacere, ma contenitori di cartelle cliniche, esami. Valige di dolore e frustrazione. Con questo gesto, il Comitato Cittadini Liberi ha dato voce al malessere di un intero territorio durante un flash mob svolto il 26 giugno. Il messaggio è stato chiaro: in un’area ambientale complessa come il Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone, “non si taglia di più, si cura di più”.

L’inerzia delle istituzioni e il grido di Pirillo

Il presidente del Comitato, Giuseppe Pirillo, ha tracciato un quadro drammatico, denunciando l’immobilismo di chi dovrebbe tutelare la salute pubblica. Pirillo non ha usato mezzi termini nel descrivere il rapporto tra il SIN e l’ASP locale: “Questo mi fa molto male, perché non si tratta di un problema di opposizione o maggioranza, di destra o di sinistra: qui parliamo della salute dei crotonesi. Se le istituzioni non sono presenti a una manifestazione per la salute dei cittadini… Noi avevamo mandato una PEC all’ASP per chiedere informazioni sul registro tumori e su altre questioni. Avevamo chiesto, inoltre, di istituire un tavolo istituzionale. Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto risposta. Vorremmo che le istituzioni, su nostra spinta, attivassero un tavolo permanente sulla sanità per avviare il bio monitoraggio di tutti i crotonesi”.

Il presidente ha poi ribadito il legame tra l’inquinamento ambientale e le mancate risposte sanitarie: “Lo Stato sa e non fa nulla ed è complice di morti annunciate. La scelta politica adesso è di non fare nulla finché sarà possibile non fare nulla. Se la popolazione resta a casa e le istituzioni chiuse nei palazzi, si continuerà a non fare nulla. La nostra tolleranza è finita”.

La richiesta di un tavolo permanente

A rendere ancora più tangibile il dramma vissuto dalla popolazione è stato Enzo Filareto, vicepresidente del Comitato. Mostrando il proprio bagaglio, ha spiegato amaramente che “questa valigia che ho portato, la cui destinazione di cura è Roma, invece di essere piena di vestiti e di costumi da bagno per andare in vacanza, è piena di cartelle cliniche”. Filareto ha inoltre puntato il dito contro l’insufficienza dei controlli attuali, definendo una “farsa” i soli 140 test finora effettuati dall’Asp “per noi insufficienti su una popolazione di 60 Mila abitanti”, specialmente a fronte dei preoccupanti valori emersi dagli esami. Filareto ha letto le sue analisi in cui l’arsenico, l’alluminio e lo zinco risultano ampiamente oltre la soglia di sicurezza.

“La nostra richiesta di oggi, che rivolgeremo all’ASP, è quella di istituire un tavolo permanente con noi associazioni, con l’ASP di Crotone e con il commissario della sanità regionale Roberto Occhiuto, affinché si affrontino tutte queste problematiche. Ci devono dire come intendono risolverle e, soprattutto, in quali tempi.”

Flash mob sanità

Il vicepresidente ha poi sollevato la questione del bio monitoraggio: “Al Ministero, quando ci siamo presentati alla penultima Conferenza dei Servizi, ci è stato detto che si sarebbe dovuto insediare il nuovo commissario e che avremmo potuto chiedere a lui di destinare una piccola parte dei 65 milioni di euro previsti per finanziare gli screening. Ora, a distanza di nove mesi, ci chiediamo come mai il Governo non abbia ancora nominato il nuovo commissario.”

Il paradosso: attese infinite o intramoenia

Il flash mob ha denunciato apertamente le storture del sistema, sottolineando come la burocrazia spesso si trasformi in un muro insormontabile. Il paradosso di una sanità che sembra non funzionare per chi ha bisogno ma premia chi può pagare è stato sintetizzato da uno slogan apparso su una valigia durante la protesta: “Stesso ospedale, stesso medico. Visita normale nove mesi attesa, Intramoenia: subito”. Questa divergenza temporale, che penalizza le fasce più deboli della popolazione, rappresenta per i manifestanti la prova tangibile di una gestione che non mette al centro il paziente, ma le logiche di profitto e di cassa.

Il richiamo alla realtà: “Scendete nei reparti”

Flash mob sanità

La protesta ha richiamato l’attenzione anche del mondo politico locale, presente con alcuni esponenti come il consigliere comunale Giuseppe Trocino. Il leader dell’opposuzione ha rivolto un appello diretto alla direzione generale dell’ASP, chiedendo un cambio di passo radicale: “Il direttore generale deve capire le esigenze dei cittadini, dei malati e delle loro famiglie. Deve scendere nei reparti, constatare le disfunzioni e capire le esigenze non solo del personale sanitario, ma soprattutto dei malati”. Trocino ha affermato: “Pretendiamo che il primo cittadino si faccia portavoce delle istanze di tutta la comunità e che la Regione Calabria, insieme al Presidente Occhiuto, prenda atto che la situazione è cambiata. La gente comincia a rivendicare i propri diritti; la manifestazione di oggi ne è una chiara testimonianza e rappresenta solo il primo passo. Occorre un tavolo tecnico con la partecipazione delle associazioni che si occupano da tempo dei malati, e di tutti coloro che vogliono essere protagonisti in un cambio di rotta per la sanità crotonese”.

Il vuoto della politica

L’amarezza per l’assenza dei massimi rappresentanti delle istituzioni locali è stata espressa infine dal consigliere Alfonso Gaetano: “Mi aspettavo la presenza del sindaco o di un suo delegato. Ma non ci sono. È assurdo che queste persone, se le manifestazioni le organizzano i cittadini, preferiscono restare all’aria condizionata. Il dato politico è che la politica è assente”.

Le richieste ufficiali della piazza

Il Comitato Cittadini Liberi oltre a ribadire la necessità di un bio monitoraggio su tutta la popolazione di Crotone, ha proposto una piattaforma rivendicativa che chiede interventi strutturali non più rinviabili: Attivazione della Medicina Nucleare presso l’Ospedale San Giovanni di Dio; Potenziamento del reparto di Oncologia, essenziale per la popolazione del SIN; Screening oncologici e tossicologici permanenti e di vasta scala (criticate le attuali campagne ritenute insufficienti); Riduzione drastica delle liste d’attesa, ponendo fine al paradosso tra visite pubbliche e intramoenia. Assunzione di personale sanitario per coprire le gravi carenze d’organico.