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Minoranza Regione Calabria, accolto ricorso sul referendum sui sottosegretari

‘Saranno cittadini a decidere se sprecare ancora risorse per moltiplicare le poltrone’

REGGIO CALABRIA – L’Ufficio centrale per il Referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ha infatti accolto integralmente il ricorso presentato dalla minoranza consiliare. La decisione dà così ragione all’opposizione, sancendo la legittimità e la necessità di interpellare i cittadini in merito all’istituzione di due nuove figure di sottosegretari alla Giunta.
La strada verso il referendum in Calabria è ormai tracciata, segnando uno stop significativo alle decisioni prese dal Consiglio regionale lo scorso 30 marzo e difese, fino a ieri, dal governatore Roberto Occhiuto.

L’opposizione vince la battaglia per il referendum in Calabria

La notizia è stata accolta con grande soddisfazione dai consiglieri di minoranza, che da mesi si opponevano ferocemente alla delibera del 30 marzo. Secondo l’opposizione, la decisione di nominare due sottosegretari alla presidenza (figure politiche non elette) rappresenta un mero escamotage per “moltiplicare le poltrone” e accontentare gli appetiti dei vari partiti di coalizione.

Il braccio di ferro istituzionale aveva vissuto un momento di forte tensione lo scorso 28 aprile, quando il segretario generale del Consiglio — nominato dallo stesso Occhiuto — aveva rigettato la richiesta referendaria sulla modifica dello Statuto. Una mossa definita “antidemocratica” dalla minoranza, che non si è però arresa, affidando il proprio ricorso a un pool legale composto dai professori Andrea Lollo e Paolo Falzea e dall’avvocato Antonio Ionà.

La denuncia sui costi e l’intervento di Tridico

A fare eco alla vittoria legale è l’europarlamentare Pasquale Tridico, già candidato alla presidenza della Regione. “Hanno vinto i calabresi. Ha vinto la Calabria che conosce la fatica e i sacrifici e non vuole più vedere sprecati i propri soldi», ha dichiarato esplicitamente”.

Tridico ha puntato il dito direttamente contro la spesa pubblica generata dall’operazione, stimata in circa 2 milioni di euro nell’arco dell’intera legislatura. “Cifre importanti, destinate a finanziare figure che — secondo l’europarlamentare — avrebbero il solo scopo di coadiuvare un presidente che, forzando la mano, aveva persino già proceduto a nominare un sottosegretario in pendenza di contenzioso”.

Il verdetto della Corte e il referendum in Calabria

La necessità di procedere con il referendum in Calabria viene inquadrata non solo come un successo politico, ma come una questione di garanzia costituzionale. Lo sottolinea Elisabetta Barbuto, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, commentando il verdetto dei giudici catanzaresi. “Questa non è semplicemente una vittoria della minoranza, ma rappresenta il ripristino dell’ordine democratico all’interno della nostra Regione”, ha affermato la consigliera regionale crotonese del Movimento 5 stelle.

“Esiste un vizio di fondo in questa maggioranza – spiega la consigliera pentastellata – ed è la convinzione che vincere le elezioni dia il diritto di riscrivere le regole del gioco a proprio piacimento, ignorando i contrappesi democratici. Qualcuno sperava che saremmo rimasti “muti”, accettando passivamente una forzatura dello Statuto. Ma la democrazia ha anticorpi solidi, e grazie al magistrale lavoro dei Professori Andrea Lollo e Paolo Falzea e dell’Avvocato Antonio Ionà, quei diritti calpestati oggi tornano legittimamente nelle mani del popolo”.

Gli scenari futuri per il Consiglio regionale

La palla passa ora nelle mani del presidente Roberto Occhiuto, chiamato a prendere una decisione dall’alto impatto politico e istituzionale. Le alternative sul tavolo sono attualmente due: Revoca del provvedimento: Fare un passo indietro, eliminando le figure dei sottosegretari per riportare l’attenzione dell’aula sulle urgenze reali del territorio. Il voto popolare: Mantenere la linea dura e indire ufficialmente la consultazione referendaria, chiedendo ai cittadini calabresi di esprimersi direttamente nelle urne.
L’opposizione, dal canto suo, assicura che continuerà a far sentire la propria voce, forte di un pronunciamento giudiziario che restituisce la parola agli elettori.