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Natura e cultura arbëreshë, si conclude il laboratorio a Pallagorio

Un percorso educativo promosso da Fili Meridiani tra natura, tradizioni locali e scoperta del territorio dell’Arberia crotonese

Si è concluso a Pallagorio il laboratorio “Creativo in Natura”, il percorso di educazione ambientale promosso dall’associazione Fili Meridiani, che da novembre a giugno ha coinvolto i bambini in una serie di appuntamenti mensili dedicati alla scoperta del patrimonio naturalistico e culturale dell’Arberia crotonese. L’ultimo incontro si è svolto nella fattoria di Claudia Levato, dove i partecipanti hanno vissuto un’esperienza immersiva a contatto diretto con la natura. Attraverso il racconto della propria scelta di vita e del ritorno alla terra, Levato ha condiviso con i bambini un percorso fatto di sostenibilità, rispetto dell’ambiente e valorizzazione delle produzioni locali. Durante la visita, i piccoli partecipanti hanno potuto osservare da vicino gli animali della fattoria, tra cui cani e galline, e conoscere il lavoro delle api nella produzione del miele. Particolare interesse ha suscitato anche la coltivazione della lavanda, occasione per approfondire il tema della biodiversità e il ruolo degli insetti impollinatori negli ecosistemi. La giornata si è conclusa al MUZÉ con la consegna degli attestati di partecipazione, momento simbolico a chiusura del percorso. Nell’occasione sono stati consegnati anche i premi ottenuti alla rassegna folkloristica di Vena di Maida, legati al progetto di valorizzazione della lingua e della cultura arbëreshë sviluppato durante il laboratorio.

Un percorso educativo a cielo aperto

Il laboratorio “Creativo in Natura” ha rappresentato un’esperienza formativa strutturata nel tempo, trasformando il territorio in una vera aula a cielo aperto. Nel corso dei mesi i bambini hanno affrontato attività legate al mondo animale, al legno e ai suoi utilizzi, alle piante tintorie, ai colori naturali e alle tradizioni arbëreshë, fino alle escursioni nella macchia mediterranea e ai laboratori sulla lingua e cultura locale. L’obiettivo del progetto è stato quello di favorire l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta, il gioco e la creatività, rafforzando nei più piccoli la consapevolezza ambientale e il legame con il territorio.

Le voci del progetto

Le attività sono state coordinate da Alessandro Frontera, guida ambientale di Fili Meridiani, insieme al team composto da Raffaella Bossio, Stefania Demasi, Rosanna Panebianco e Rosina Marra. Il progetto ha inoltre ricevuto il patrocinio del WWF Crotone. “Abbiamo voluto offrire ai bambini un’esperienza che andasse oltre la semplice trasmissione di conoscenze”, ha spiegato Frontera. “Educare all’ambiente significa educare allo stupore, alla curiosità e al rispetto”. Per Rosanna Panebianco, il laboratorio ha rappresentato un percorso di crescita collettiva: “I bambini ci hanno mostrato quanto la curiosità sia centrale nell’apprendimento. Ogni incontro è stato un’occasione di scoperta e condivisione”. A tracciare il bilancio finale è il presidente di Fili Meridiani, Ettore Bonanno, che sottolinea il valore del progetto per il territorio: “Crediamo che il futuro delle comunità passi dalla capacità dei bambini di riconoscere e valorizzare i luoghi in cui vivono. Questo percorso ha lasciato un segno importante”.

Un’esperienza che lascia il segno

Con la consegna degli attestati si chiude un progetto che ha unito educazione ambientale, cultura e tradizioni locali, trasformando la natura in uno strumento educativo e il territorio in un luogo di scoperta continua. Un’esperienza che, oltre alle competenze acquisite, lascia nei bambini un nuovo sguardo sul mondo, fondato su curiosità, rispetto e senso di appartenenza.