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Crotone, bancarotta fraudolenta: due imprenditori arrestati

Sequestrati beni per 400mila euro di due aziende a Roccabernarda: scoperto passivo fallimentare di circa un milione

CROTONE – Nella mattinata di mercoledì 8 luglio, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare nei confronti di due imprenditori posti agli arresti domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta per aver causato il dissesto di una società operante nella produzione del calcestruzzo. La misura cautelare è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale locale, su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal dottor Domenico Guarascio.

Il depauperamento patrimoniale e i debiti erariali

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno documentato come l’azienda originaria sia stata spogliata delle risorse necessarie alla prosecuzione dell’attività. Gli accertamenti hanno rivelato che la società, tra il 2012 e il 2024, aveva accumulato debiti verso il fisco per oltre 650 mila euro attraverso un’evasione dolosa e pluriennale di tributi e oneri previdenziali.

Il modus operandi, secondo quanto emerso dalle indagini, si basava su precise condotte distrattive: Il denaro e i beni aziendali della fallita sono stati trasferiti a due nuove società costituite ad hoc. Inoltre, tutti gli asset e i beni mobili posseduti sono stati ceduti a condizioni inique, o senza alcun corrispettivo, a favore delle nuove realtà riconducibili agli stessi indagati. I conti correnti sono stati svuotati tramite prelievi e bonifici privi di giustificazione economica, destinati esclusivamente a benefici personali. L’operazione ha determinato un passivo fallimentare complessivo pari a circa 1 milione di euro.

I sequestri preventivi a tutela dei creditori

A conclusione della ricostruzione investigativa, per arginare la reiterazione delle attività illecite a discapito dell’Erario, è stato eseguito un sequestro per un valore complessivo di circa 400 mila euro. Il provvedimento ha riguardato: Le quote delle tre società coinvolte nell’illecito;  i compendi aziendali delle due nuove società aventi sede a Roccabernarda (KR), operanti nello stesso settore commerciale.

L’attività investigativa, attualmente nella fase delle indagini preliminari, richiederà il successivo vaglio nel contraddittorio con la difesa. L’intervento della Guardia di Finanza conferma l’attenzione al contrasto dei reati fallimentari e alla tutela degli imprenditori onesti danneggiati dalla concorrenza sleale.