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Tentato omicidio di Umbriatico: pena ridotta a 7 anni in Appello

La sentenza dei giudici di Catanzaro riscrive totalmente la vicenda giudiziaria sull’aggressione dell’anziano avvenuta per ragioni di soldi

La Corte d’Appello di Catanzaro ha drasticamente ridotto la pena nei confronti di Roberto Perfetto, 44 anni di Umbriatico, determinando una condanna di 7 anni e 7 mesi di reclusione. Pronunciandosi in sede di giudizio di rinvio, a seguito dell’annullamento deciso dalla Prima Sezione della Suprema Corte di Cassazione che aveva accolto il ricorso della difesa rappresentata dall’avvocato Gianni Russano, la Corte catanzarese ha di fatto dimezzato la condanna precedente. L’udienza, svoltasi l’8 luglio 2026 davanti al collegio presieduto dal dott. Giancarlo Bianchi, ha riformato la sentenza del Tribunale di Crotone.

La ricostruzione dell’aggressione e il movente

La vicenda risale al 20 luglio 2023. Perfetto venne fermato dai carabinieri nel comune crotonese con la gravissima accusa di aver cercato di strangolare Francesco Campana, un anziano di 86 anni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il quarantaquattrenne avrebbe utilizzato una corda per compiere l’agguato, allontanandosi subito dopo dal luogo del delitto nella convinzione di aver ucciso la vittima.

In realtà, l’ottantaseienne aveva soltanto perso i sensi. Dopo essere stato soccorso da alcuni familiari allarmati dalla situazione, l’anziano fu trasportato d’urgenza all’ospedale di Crotone, dove fu ricoverato in condizioni non gravi. È stato proprio il racconto lucido di Campana, raccolto dai militari dell’Arma, a permettere l’immediata identificazione e l’arresto del suo aggressore. Le indagini successive hanno infine fatto luce sul movente del violento gesto, riconducibile a forti dissidi legati a questioni d’interesse e controversie economiche tra le parti coinvolte.

Il processo sul tentato omicidio a Umbriatico

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto il quarantaquattrenne Roberto Perfetto ha vissuto un iter lungo e complesso prima di giungere alla recente decisione della Corte d’Appello. In primo grado, il Tribunale Collegiale di Crotone aveva inflitto all’imputato una severa condanna a 16 anni di carcere, con sentenza dell’11 luglio 2024. Successivamente, nel primo passaggio in Appello, la pena era stata lievemente ridimensionata a 14 anni e 3 mesi. Tuttavia, la strategia difensiva dell’avvocato Russano si è rivelata vincente in Cassazione: i giudici ermellini hanno accolto i rilievi sollevati rinviando gli atti a Catanzaro per un nuovo vaglio di secondo grado. Il giudizio di rinvio si è concluso così con un alleggerimento sostanziale del carico sanzionatorio, fissato in via definitiva per questo grado a poco più di sette anni e mezzo.