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Calabria, alba di arresti: colpite le cosche storiche

Maxi operazione antimafia a Reggio Calabria: 79 misure cautelari contro le cosche De Stefano, Tegano e Condello

REGGIO CALABRIA – Oltre 500 uomini della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri sono stati impegnati all’alba in una vasta operazione antimafia coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Eseguite 79 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati ritenuti, a vario titolo, appartenenti o collegati alle principali cosche della ’ndrangheta reggina.

L’inchiesta ha interessato le storiche cosche De Stefano, Tegano e Condello, oltre ad altre articolazioni criminali operanti nel territorio e coinvolte, secondo gli investigatori, anche nel traffico di sostanze stupefacenti.

Dei 79 destinatari dei provvedimenti, 73 sono stati condotti in carcere mentre per altri 6 sono stati disposti gli arresti domiciliari. Le accuse contestate comprendono associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico illecito di droga, estorsione, porto e detenzione illegale di armi da fuoco e rapina, con l’aggravante del metodo mafioso e dell’agevolazione della ’ndrangheta.

Le indagini hanno consentito di ricostruire gli interessi economici delle cosche, dal narcotraffico alle estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori, facendo emergere presunti assetti e attività criminali radicati nel territorio reggino.

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha parlato di un’operazione “di straordinaria rilevanza”, sottolineando il lavoro della Dda di Reggio Calabria e delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata. Occhiuto ha evidenziato come l’azione investigativa rappresenti un segnale importante per cittadini e imprenditori e ha espresso gratitudine agli uomini e alle donne impegnati quotidianamente nella lotta alla ’ndrangheta.

Anche il segretario del Pd Calabria, Nicola Irto, ha definito il blitz “un colpo di straordinaria importanza” contro gli apparati criminali che condizionano il territorio reggino. Irto ha ribadito la necessità di sostenere il lavoro di magistratura e forze dell’ordine, sottolineando al contempo l’importanza di affiancare all’azione repressiva interventi sul piano economico, sociale e culturale per sottrarre consenso e spazio alle organizzazioni mafiose.