Logo

Temi del giorno:

Crotone, appello a Occhiuto per riattivare protocollo eritroexchange

L’Associazione Thalassemici chiede l’intervento regionale per ripristinare le terapie contro l’anemia falciforme ed evitare nuovi tagli.

CROTONE – L’Associazione Thalassemici Crotonese torna a farsi sentire e lancia un nuovo e accorato appello al Governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto sulla sospensione del protocollo Eritroexchange per i pazienti affetti da anemia falciforme dell’Asp crotonese.Attraverso una lettera ufficiale inviata ai vertici della sanità regionale e provinciale, l’Associazione presieduta da Maria Guzzo chiede un intervento risolutivo per tutelare il diritto alla salute dei cittadini. Attualmente i pazienti drepanocitici crotonesi devono svolgere a Catanzaro le terapie necessarie che prima facevano a Crotone. 

L’importanza del protocollo eritroexchange a Crotone

La missiva si rivolge direttamente al Governatore, chiedendo di intervenire tempestivamente per ripristinare quella che viene definita la “terapia d’elezione nella cura dell’anemia falciforme”. L’obiettivo dell’Associazione è chiarire quanto la regolare somministrazione del protocollo eritroexchange sia un presidio fondamentale per il territorio.

A tal proposito, la lettera sottolinea testualmente che “ai circa 30 pazienti falciformi in cura presso Uosd di Microcitemia di Crotone, compresi alcuni minori, questo protocollo, aldilà di ogni considerazione su altre possibili terapie, è quello che può meglio prepararli ad una eventuale terapia genica”. Inoltre, l’associazione avverte che “anche se oggi la platea di chi usufruisce di tale protocollo ristretta, ciò non garantisce che in futuro, ove le altre terapie dovessero non essere più performanti, essa non si implementi ulteriormente”.

La richiesta di deroga per il protocollo eritroexchange

Il nocciolo giuridico e burocratico della questione risiede nelle normative che attualmente limitano l’applicazione di queste specifiche cure sul territorio crotonese. L’Associazione ricorda al Governatore che “il regolamento che ha riservato l’aferesi terapeutica ai soli Hub nasce da una serie di provvedimenti amministrativi a valenza di legge (DPGR, DCA ecc. ecc.) derogabili da un eventuale decreto governatoriale”.

Un provvedimento di questo tipo non rappresenterebbe una novità assoluta a livello regionale, poiché, come si legge nel testo integrale del documento, “tale deroga è già stata concessa nel 2021 creando, a nostro avviso, un precedente da tenere in considerazione”. Un intervento diretto tramite decreto permetterebbe dunque la prosecuzione del protocollo eritroexchange direttamente presso le strutture locali.

I costi e i disagi per i pazienti affetti da anemia falciforme

Oltre all’aspetto strettamente clinico, l’appello evidenzia anche i chiari vantaggi logistici ed economici di una riattivazione del servizio in sede. L’Associazione fa infatti notare che “un nuovo separatore cellulare costerebbe solo per il numero di filtri acquistati, dato che la macchina verrebbe presa in comodato d’uso e questa soluzione, alla lunga, permetterebbe all’Asp di Crotone di risparmiare sui costi del trasporto dei nostri pazienti falciformi a Catanzaro, trasporto che noi abbiamo richiesto per garantire i pazienti stessi, visto i possibili effetti collaterali dell’eritroexchange”.

In chiusura, il messaggio fa leva sulla responsabilità politica e morale dei vertici della Regione Calabria. I rappresentanti dei pazienti sottolineano infatti di agire “nella consapevolezza che solo lei ha il potere di evitare l’ennesimo taglio alla sanità crotonese, le chiediamo di riflettere su quanto su esposto e di darci una risposta in merito”.