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Isola Capo Rizzuto, l’ex sindaco denuncia il degrado di Villa Ilice

Gianluca Bruno stigmatizza lo stato di degrado dell’area verde e chiede un intervento urgente del Comune

ISOLA DI CAPO RIZZUTO – Villa Ilice torna al centro del dibattito politico cittadino. A sollevare la questione è l’ex sindaco Gianluca Bruno, che in una nota denuncia il progressivo degrado dell’area pubblica, chiedendo all’amministrazione comunale un intervento urgente per restituire il sito alla piena fruibilità della comunità.

Secondo Bruno, quella che avrebbe dovuto rappresentare uno dei principali poli culturali e ambientali del territorio si presenta oggi in condizioni di forte abbandono. L’ex primo cittadino parla di un’area sporca, priva di manutenzione e sottratta ai cittadini, sottolineando come la presenza di due cantieri ancora aperti – quello della villa e quello della scuola interessata da un incendio – renda di fatto impraticabile l’intera zona.

‘Un’opera pubblica senza gestione’

Nel suo intervento, Bruno attribuisce le responsabilità della situazione a quella che definisce una mancanza di programmazione amministrativa. A suo giudizio, Villa Ilice sarebbe stata inaugurata senza che venisse predisposto un piano di gestione, manutenzione e valorizzazione capace di garantirne la funzionalità nel tempo.

L’ex sindaco sostiene inoltre che la struttura sia diventata un luogo di degrado e di occupazioni di fortuna, una condizione che, afferma, scoraggerebbe molti cittadini dal frequentare l’area.

Il richiamo al PNRR e alla sostenibilità delle opere pubbliche

Nel comunicato Bruno richiama anche alcune riflessioni espresse durante la campagna elettorale del 2025 da Maria Greca Di Manna, candidata della sua coalizione.

“Le opere pubbliche non valgono per ciò che costano, ma per ciò che producono nel tempo”, ricorda Bruno, evidenziando come un investimento pubblico debba essere accompagnato da una gestione sostenibile e da una programmazione che ne assicuri la piena operatività.

L’ex sindaco cita inoltre il caso del Comune di Caravaggio, dove l’allora sindaco avrebbe rinunciato ad alcuni finanziamenti del PNRR per evitare ricadute economiche sulle future amministrazioni, ribadendo che «il PNRR non è un bancomat, ma un patto» che richiede responsabilità e visione amministrativa.

La richiesta: ‘Ripulire Villa Ilice e restituirla alla comunità’

Per Bruno non servono ulteriori analisi, ma interventi immediati. Tra le priorità indicate figurano la pulizia dell’area, la messa in sicurezza del sito, la separazione del cantiere della villa da quello della scuola e la predisposizione di un piano di valorizzazione stabile.

Secondo l’ex sindaco, le risorse economiche potrebbero essere reperite attraverso una razionalizzazione della spesa pubblica, evitando sprechi e destinando maggiori fondi alla manutenzione delle opere già realizzate.

‘Le opere pubbliche vanno governate’

Nella parte conclusiva della nota, Bruno sostiene che Villa Ilice rappresenti un esempio di come un’infrastruttura pubblica possa perdere valore in assenza di una gestione costante.

“Il territorio ha bisogno di una politica che non si limiti a inaugurare le opere, ma che ne garantisca la gestione per il bene collettivo” afferma, rivolgendo un appello al sindaco e all’amministrazione comunale affinché intervengano rapidamente.