Caldo estremo
|Calabria oltre i 43°C: il crotonese brucia sotto l’afa africana
A Botricello la temperatura più alta, a Papanice superati i 41 gradi. Il meteorologo TGR Fabio Zimbo spiega l’effetto dei venti di caduta sullo Ionio.
Picchi di caldo oltre 43°C in Calabria nella giornata di sabato 18 luglio mentre è stato più ‘fresco’ il crotonese dove le temperature hanno toccato soltanto i 41 gradi.
Una giornata da bollino rosso che conferma l’eccezionalità delle temperature in Calabria. Secondo l’analisi dettagliata pubblicata sulla pagina social “Meteo Fabio Zimbo “, curata dal meteorologo della TGR Calabria, la regione è letteralmente ostaggio di una massa d’aria subtropicale continentale di origine nord-africana che sta dettando legge, facendo registrare valori spaventosi sia di giorno sia di notte.
L’impatto delle temperature alte sul territorio crotonese
Mentre il record assoluto regionale è stato toccato a Botricello, nel catanzarese, con l’impressionante picco di +43,9°C, la provincia di Crotone si attesta come una delle aree più colpite e infuocate dall’ondata di calore. I dati diffusi dall’esperto della TGR Calabria evidenziano temperature ben oltre la soglia critica dei 40 gradi in tutto il comprensorio pitagorico: Crotone Papanice ha raggiunto una massima di +41,4°C, seguita a ruota da Roccabernarda Serrarossa con +41,3°C. L’ondata di calore ha investito in pieno anche Belvedere di Spinello con +41,1°C e la stazione di Crotone Salica, che ha fatto segnare +40,9°C.
I venti di caduta
Questo surriscaldamento estremo dell’area ionica è dovuto principalmente all’attivazione dei “venti di caduta” dai rilievi appenninici. Le correnti provenienti da ovest, dopo aver superato la dorsale montuosa, precipitano verso le coste subendo una forte compressione adiabatica. Il risultato è un flusso d’aria caldissimo e secco che fa impennare i termometri e abbatte i tassi di umidità.
Il fenomeno delle notti infernali
Oltre alle massime diurne, l’allerta si estende allo stress fisiologico notturno causato dalla quasi totale assenza di escursione termica lungo le aree costiere. I dati analizzati da Fabio Zimbo mostrano una netta spaccatura a seconda dell’orografia del territorio:
Reggio Calabria: Ha registrato una vera e propria “notte infernale”, un neologismo introdotto dalla meteorologia ufficiale spagnola (AEMET) per indicare le situazioni in cui le minime non scendono sotto i 30°C. Sullo Stretto la colonnina di mercurio si è fermata a un opprimente +32,7°C.
Catanzaro: Ha vissuto una “notte equatoriale” (termine formalizzato nella letteratura scientifica europea), con una temperatura minima che è rimasta altissima, assestandosi a +29,4°C.
Cosenza: Scenario opposto per il capoluogo bruzio che, pur avendo superato i +40,3°C nelle ore diurne, ha beneficiato del raffreddamento radiativo tipico della sua conca continentale, scendendo a un più accettabile +22,5°C durante la notte.
L’ondata di caldo africano continuerà a dominare lo scenario meteo regionale. Gli esperti raccomandano di proteggersi dal soleggiamento nelle ore centrali della giornata e di prestare la massima attenzione alla persistenza delle temperature notturne elevate, specialmente sulle coste ioniche catanzaresi e reggine.


