Operazione 'Cash Back'
|Sequestro da 62 mila euro all’ex segretario Uil Tomaino
Inchiesta della Procura di Crotone sulla gestione della Uil: sequestro da 62 mila euro all’ex segretario Fabio Tomaino. Tre gli indagati
CROTONE – È partita dalla denuncia presentata dalla segretaria generale della Uil Calabria e commissaria straordinaria della Camera sindacale Uil di Crotone, Mariaelena Senese, l’indagine della Procura della Repubblica di Crotone che ha portato al decreto di sequestro preventivo d’urgenza disposto dal pubblico ministero Matteo Staccini nei confronti dell’ex segretario provinciale della Uil crotonese Fabio Tomaino. L’inchiesta ipotizza un articolato sistema di distrazione di denaro dalle casse dell’organizzazione sindacale e coinvolge complessivamente tre persone. Il provvedimento di sequestro è stato eseguito venerdì 24 luglio nell’ambito dell’operazione ‘Cash Back’, volta a far luce su gravi condotte illecite all’interno della gestione economica e finanziaria del sindacato Uil a Crotone.
Il provvedimento, emesso il 23 luglio 2026, dispone il sequestro di beni per un valore di 62.482,24 euro, somma che la Procura ritiene costituisca il prodotto del presunto reato di autoriciclaggio. Contestualmente il magistrato ha chiesto al Gip la convalida della misura cautelare reale.
La querela della segretaria Senese
L’indagine trae origine dalla denuncia-querela depositata il 31 luglio 2025 dall’avvocato Amedeo Migale, procuratore speciale di Senese, nominata commissaria straordinaria della Camera sindacale dopo le dimissioni di Fabio Tomaino nel maggio dello stesso anno. Oltre a segnalare il mancato rilascio della sede sindacale, la denuncia evidenziava una serie di anomalie nella gestione dei due conti correnti della Uil provinciale.
Alla querela era allegata una relazione del tesoriere regionale della Uil Calabria, Attilio Morittu, che segnalava numerose movimentazioni prive di adeguata documentazione giustificativa. Dagli accertamenti della sezione investigativa della Digos della Questura di Crotone, supportata dal comando provinciale della Guardia di Finanza, la magistratura ha delineato un quadro di presunte distrazioni di fondi per centinaia di migliaia di euro
Tre persone indagate
Il provvedimento firmato dal pubblico ministero Matteo Staccini vede iscritte nel registro degli indagati tre persone, ritenute a vario titolo responsabili dei reati di appropriazione indebita aggravata e autoriciclaggio. La figura centrale dell’indagine è rappresentata da Fabio Tomaino, alla guida della camera sindacale crotonese dal giugno 2018 al 23 maggio 2025. Insieme a lui risulta indagato Luca Martino, che dal 2022 ricopriva la carica di tesoriere provinciale dell’ente: secondo l’impostazione accusatoria, Martino avrebbe avallato le condotte distrattive applicando la propria firma congiunta sugli assegni tratti dalle casse sindacali e omettendo qualsiasi forma di controllo formale e sostanziale sui flussi finanziari.
Nel medesimo procedimento figura anche Domenico Tomaino, padre di Fabio e storico segretario Uil fino al 2018. Pur privo di incarichi formali negli ultimi anni, l’anziano sindacalista avrebbe mantenuto la delega ad operare sui conti fino al dicembre 2022.
I fondi sottratti al sindacato
Secondo l’ipotesi accusatoria, dalle casse della Camera sindacale sarebbero stati sottratti complessivamente circa 413 mila euro. Di questi, 383.422,31 euro vengono contestati a Fabio Tomaino, mentre ulteriori 29.967,70 euro sarebbero stati percepiti dall’ex segretario provinciale Domenico Tomaino, padre di Fabio.
La Procura contesta a Fabio Tomaino due episodi di appropriazione indebita aggravata e il reato di autoriciclaggio. Gli investigatori ritengono che il denaro sia stato prelevato attraverso ricariche di una carta prepagata personale, assegni incassati sul proprio conto corrente, bonifici con causale di presunti ‘rimborsi chilometrici’ mai documentati per 122.946,00 euro. Nonostante i molteplici solleciti inviati dalla nuova gestione commissariale, l’ex segretario della Uil non ha mai esibito la documentazione contabile idonea a giustificare tali uscite.
Le contestazioni coinvolgono anche Luca Martino, tesoriere provinciale della Uil dal 2022, accusato di concorso nelle appropriazioni indebite per avere controfirmato gli assegni e omesso, secondo la Procura, i controlli imposti dal proprio ruolo. A Domenico Tomaino, già segretario della Camera sindacale fino al 2018, viene invece contestata un’ulteriore appropriazione indebita aggravata in concorso con il figlio, per aver beneficiato di assegni e bonifici ritenuti privi di giustificazione, oltre ad avere mantenuto il potere di firma sui conti correnti fino al dicembre 2022.
Il delitto di autoriciclaggio
Oltre al reato di appropriazione indebita, i magistrati contestano a Fabio Tomaino il delitto di autoriciclaggio. L’attività investigativa ha infatti dimostrato come la provvista illecita di 62.482,24 euro, confluita sul conto personale dell’indagato mediante il versamento di 17 assegni emessi dal sindacato, sia stata successivamente e celermente reimpiegata in operazioni finanziarie volte a ostacolarne l’origine delittuosa.
Nello specifico, tra il mese di dicembre 2025 e il febbraio 2026 – dopo le dimissioni da segretario – Tomaino ha disposto bonifici per oltre 56.000 euro destinati alla società di assicurazioni ‘Fenice S.n.c.’ per la sottoscrizione e il perfezionamento di polizze vita e ramo danni, unitamente ad un versamento di 10.000,61 euro a favore della ‘Summer Spv S.r.l.’ per operazioni di cartolarizzazione crediti e a diversi bonifici disposti verso congiunti con la generica causale “regalo”.
Proprio questi investimenti costituiscono l’oggetto del sequestro preventivo disposto dal pubblico ministero. Il decreto riguarda quattro polizze assicurative e, limitatamente alla quota necessaria per raggiungere l’importo complessivo contestato, un prodotto finanziario. Qualora tali beni non fossero disponibili, la Procura ha disposto il sequestro per equivalente di altri beni o disponibilità economiche riconducibili a Fabio Tomaino fino alla concorrenza della stessa somma.
I motivi del sequestro preventivo
A fronte di un quadro probatorio ritenuto solido sotto il profilo del fumus commissi delicti, il pubblico ministero ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, formulando contestualmente al Giudice per le indagini preliminari la richiesta di convalida e l’emissione del sequestro preventivo sulle disponibilità finanziarie, sui beni e sulle polizze degli indagati fino alla concorrenza del profitto reato calcolato.
A fondare il requisito del periculum in mora è la rilevata e frenetica attività di svuotamento dei conti messa in atto dall’ex segretario subito dopo l’avvio dei controlli e della querela. Oltre ai vorticosi passaggi verso prodotti finanziari e familiari, gli accertamenti bancari più recenti hanno rilevato anche l’esecuzione di bonifici internazionali verso società estere. Una condotta che, secondo la Procura di Crotone, manifesta la concreta ed attuale volontà di disperdere il patrimonio, rendendo indifferibile il blocco cautelare delle giacenze bancarie e delle garanzie patrimoniali a tutela dell’ente sindacale danneggiato.
Le accuse formulate dalla Procura sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e dovranno essere verificate nel prosieguo del procedimento. Gli indagati, devono ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.




