Emodinamica a Crotone: esultanza politica e sfide irrisolte
Il nuovo servizio salvavita all’ospedale San Giovanni di Dio accende il dibattito: le associazioni chiedono interventi per le gravi carenze ancora esistenti
CROTONE – Tutti pazzi per l’emodinamica a Crotone. Dai rappresentanti politici, dopo l’annuncio dell’attivazione del servizio all’ospedale di Crotone, sono giunti comunicati trionfali che evidenziavano esclusivamente gli aspetti politici della vicenda senza guardare oltre. Più pratiche invece le associazioni che guardano al risultato – arrivato dopo quasi 20 anni di attesa – con soddisfazione, ma evidenziano che alla sanità locale mancano ancora diversi tasselli per garantire un effettivo diritto alla salute.
“Svolta epocale e battaglia di civiltà”
L’attivazione del reparto ha generato grande entusiasmo tra le fila della politica locale, che vede nella novità un traguardo fondamentale per la comunità. Secondo il consigliere comunale Saverio Flotta (FdI), infatti, “L’apertura del nuovo reparto di Emodinamica rappresenta una svolta epocale per la tutela della salute nella nostra comunità”. In un presidio da tempo afflitto da gravi urgenze, sottolinea Flotta, “l’attivazione di questo servizio salvavita non è solo un potenziamento strutturale, ma una risposta concreta e non più rimandabile al diritto alle cure dei nostri cittadini”. Il consigliere ha inoltre evidenziato l’importanza della guida clinica del reparto, aggiungendo che “la presenza e il supporto operativo di un luminare della cardiologia del calibro del Professor Ciro Indolfi rappresenta un’assoluta garanzia di qualità per l’avvio e la crescita di questo reparto”.
Sulla stessa lunghezza d’onda si pone il presidente del Consiglio comunale Antonio Megna, il quale ha rimarcato la forte valenza sociale dell’evento: “L’attivazione del servizio di Emodinamica presso l’Ospedale San Giovanni di Dio non è semplicemente l’apertura di un reparto, ma il compimento di una battaglia di civiltà”. Secondo Megna, questo strumento permetterà di salvare vite umane “riducendo tempi di intervento che, nelle patologie cardiovascolari, fanno spesso la differenza tra la vita e la morte”. La conclusione del presidente del Consiglio suona come un invito a proseguire sulla strada della collaborazione istituzionale: “È la dimostrazione che quando un territorio sa fare squadra, quando le istituzioni dialogano, quando la politica sceglie di rappresentare davvero i bisogni dei cittadini, i risultati arrivano”.
Oltre la politica: le urgenze segnalate dalle associazioni
Nonostante il clima di festa, le associazioni dei pazienti mantengono un approccio pragmatico, ricordando che la strada per una sanità pienamente efficiente è ancora lunga. Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato accoglie con favore la fine dell’obbligo di trasporto in altri presidi regionali, dichiarando: “Dopo tanti anni di promesse, finalmente si è realizzato questo servizio salvavita per le persone colpite da infarto del miocardio a Crotone e provincia”.
L’associazione ringrazia la dirigenza e la dottoressa Mongiardo, ma guarda già al necessario potenziamento del servizio: “Le coronografie, allo stato, saranno effettuate solo h 12 ma ci aspettiamo a breve che altri medici interventisti possano essere richiamati a Crotone per coprire h-24 tale sevizio”. Il sodalizio ricorda inoltre che la sanità crotonese è “alle prese con tante criticità, tra le prime la mancanza di Medici, Infermieri ed Oss”, e aggiunge di essere “in attesa dell’apertura delle Case di Comunità, in pieno regime, che dovrebbero fornire un’assistenza socio-sanitaria di prossimità”.
Un concetto di forte richiamo alla realtà condiviso in pieno dall’Associazione Cittadini Liberi. Pur accogliendo la notizia con soddisfazione, l’associazione ha voluto tracciare una linea chiara sulle priorità future del presidio ospedaliero: “L’attivazione dell’Emodinamica rappresenta però un punto di partenza e non un punto di arrivo. Restano infatti ancora aperte numerose questioni che richiedono risposte concrete e tempi certi”. Tra le emergenze imprescindibili da affrontare nell’immediato, i Cittadini Liberi elencano testualmente “la riapertura della Medicina Nucleare, le problematiche della Drepanocitosi, il potenziamento dell’Oncologia, la riduzione delle liste d’attesa, l’aggiornamento del Registro Tumori, il biomonitoraggio della popolazione residente nel SIN, il rafforzamento degli screening, il completamento delle nuove dotazioni diagnostiche e molte delle proposte contenute nel dossier consegnato dall’Associazione alla Direzione Generale”.


