Lavoro
Da Network Contacts a Luo, i lavoratori crotonesi restano a rischio
Accordo con i sindacati nazionali su esuberi e contratti di solidarietà per l’azienda che gestisce la commessa di Poste. Confial Calabria denuncia 200 posti in pericolo a Crotone
CROTONE – Sono ben 200 le lavoratrici e i lavoratori crotonesi che rischiano di vedere compromessa la propria stabilità economica e occupazionale all’interno della LUO Digital di Crotone. L’allarme è stato lanciato dalla Confial, che ha espresso forte preoccupazione per le decisioni prese dall’azienda con i sindacati confederali ai tavoli nazionali che inevitabilmente si abbatteranno sul futuro delle famiglie impiegate in questo importante sito territoriale.
Azienda nata dalla Network Contacts
Ma cosa è Luo Srl? Si tratta di una azienda del settore dei call center che gestisce in outsourcing i processi aziendali e le relazioni con la clientela nata dall’aggregazione di Network Contacts e Step. Network Contacts è una vecchia conoscenza crotonese: era l’azienda che gestiva la commessa di Poste Italiane un tempo della Abramo. Nel gennaio 2025, Network Contacts – aderente ad Assocontact – aveva disdetto il contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni, scegliendo di applicare un nuovo contratto sottoscritto solo con il sindacato Cisal, privo di rappresentatività nel settore. La vertenza aveva portato ad annunciare il licenziamento a Crotone di 90 persone causando una serie di proteste culminate in un accordo, nel giugno 2025, che ha permesso di evitare licenziamenti immediati. Ora la spada di damocle torna a pendere sul capo dei lavoratori tra cui circa 240 crotonesi.
I dettagli dell’intesa sindacale nazionale
La nuova vertenza trae origine dall’accordo quadro firmato lo scorso 27 luglio tra la direzione aziendale di Luo Srl e le segreterie nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILFPC-UIL. Il documento ha sancito l’attivazione di un Contratto di Solidarietà difensivo, motivato da un esubero strutturale di 380 unità su un organico di oltre tremila dipendenti in tutta Italia. Questa misura avrà una durata di 9 mesi a partire dal 31 agosto 2026, andando a coinvolgere un bacino di circa 1.093 lavoratori sparsi in diverse unità produttive – inclusa quella crotonese – con una decurtazione dell’orario di lavoro che potrà raggiungere il 35%.
L’intesa stabilisce inoltre l’avvio di una procedura di uscite incentivate per un massimo di 150 unità a livello nazionale, specificando però che avverrà “unicamente ed esclusivamente sul criterio della volontarietà e non opposizione”. A completare il quadro c’è la nuova regolamentazione dello smart working, con una presenza in sede massima fissata al 70% per il personale operativo e specifiche tutele aggiuntive per i lavoratori considerati fragili.
I timori per il futuro della LUO Digital di Crotone
Nonostante le rassicurazioni nazionali sugli ammortizzatori sociali non traumatici, la Confial punta il dito contro il metodo e il merito dell’operazione. Il segretario di Confial, Fabio Tomaino, in una nota sottolinea come l’intera manovra sia stata “condotta in sordina, senza che negli incontri aziendali e nelle interlocuzioni con i lavoratori si sia mai parlato chiaramente di esuberi”.
A rendere la situazione ancora più tesa è la confusione comunicativa: i documenti ufficiali delle tre sigle sindacali nazionali menzionano espressamente la città pitagorica tra le sedi in Contratto di Solidarietà, mentre attraverso messaggi informali si diffondono voci contrarie. Da qui la ferma provocazione del Segretario Regionale della Confial, Fabio Tomaino, che chiede trasparenza: “Esiste realmente una crisi nel sito produttivo crotonese? Se qualcuno lo sostiene, deve dimostrarlo con atti, bilanci, dati economici, volumi produttivi e andamento delle commesse. Non con dichiarazioni generiche o rassicurazioni affidate a messaggi informali. Non si può confondere la condizione di una sede potenzialmente virtuosa con quella di altri siti che potrebbero presentare situazioni economiche e organizzative completamente differenti”. La richiesta è quella di non penalizzare una sede virtuosa che gestisce importanti commesse, portando alla luce i veri bilanci aziendali invece di calare dall’alto scelte prese “nelle stanze romane”.
Confial: stop a scelte prese a porte chiuse
Il riferimento è alla vicenda simile del Chiama Roma “nella quale abbiamo denunciato il tentativo di barattare, o camuffare, la clausola sociale con una clausola di territorialità destinata a privilegiare le aziende romane, penalizzando le professionalità e l’occupazione crotonese. Non consentiremo che lo stesso metodo venga riproposto sulla pelle di circa 200 lavoratrici e lavoratori di LUO Digital a Crotone che egregiamente gestiscono commesse per Poste Italiane.”.
L’organizzazione sindacale autonoma riserva parole durissime anche verso l’atteggiamento dei sindacati firmatari, colpevoli di assumere decisioni a porte chiuse senza mandato. “Questa contraddizione indebolisce la fiducia dei lavoratori e tradisce il significato stesso della rappresentanza”, accusa la Confial, evidenziando il clima di incertezza e le disparità nella gestione di ferie, smart working e assistenza ai familiari. Nelle settimane il sindacato si impegnerà a coinvolgere le istituzioni per creare un argine solido, perché “ogni progetto di crescita e rilancio del territorio deve cominciare dalla difesa di ciò che già ci appartiene”.
Tomaino conclude: “Nei prossimi giorni coinvolgeremo formalmente Poste Italiane e le istituzioni locali per costruire un fronte comune a difesa del sito produttivo crotonese. Ogni progetto di crescita e rilancio del territorio deve cominciare dalla difesa di ciò che già ci appartiene: l’occupazione, le professionalità e le aziende che producono e operano correttamente”.






