‘Cutro, 94… and more’ si aggiudica il Premio Vittorio De Seta
Il docufilm sul naufragio di Cutro vince il riconoscimento. La consegna durante la serata conclusiva del Magna Grecia Film Festival a Soverato
CATANZARO – Un riconoscimento che va oltre la celebrazione cinematografica per farsi atto di memoria e resistenza morale. Il documentario “Cutro, 94… and More” , sul naufragio avvenuto il 26 febbraio 2023 sulle coste calabresi, ha vinto l’edizione 2026 del premio Vittorio De Seta che è stato consegnato sabato 1 agosto a Soverato nel corso della serata conclusiva del Magna Graecia Film Festival. L’assegnazione del Premio Vittorio De Seta celebra la pellicola diretta da Angelo Resta, il quale ha scritto e ideato l’opera in collaborazione con Vincenzo Montalcini, Bruno Palermo e Francesco Pupa, con l’obiettivo vitale di custodire un ricordo che non può essere cancellato.
I documentari finalisti al Premio Vittorio De Seta
La sezione documentari, curata in preziosa collaborazione con il Clorofilla Film Festival, ha visto una competizione di altissimo livello. I titoli arrivati in finale per concorrere alla vittoria del Premio Vittorio De Seta sono stati tre: “Cutro 94…and more” di Angelo Resta, “La spartenza. Storia di una lontananza”, diretto da Alessia Scarso, e “Fora pal mont (I passi rimasti)”, co-diretto da Lorena Trevisan e Michele Pastrello.
Le motivazioni della giuria del Premio Vittorio De Seta
Il significato del premio all’opera che racconta la drammatica strage di migranti avvenuta tre anni fa a Cutro è racchiuso nella motivazione. “Sulla scia dello sguardo che Vittorio De Seta ha rivolto, in Hong Kong, città di profughi e in Lettere dal Sahara, ai viaggi della speranza e a chi li affronta spinto dalla fame di futuro, ‘Cutro, 94… and more’ di Angelo Resta ne racconta l’epilogo più tragico, restituendo verità, contesto e memoria a una delle stragi migratorie più gravi della storia italiana recente”.
La motivazione per la conquista del Premio Vittorio De Seta prosegue evidenziando il coraggio degli autori: “Il film scardina la logica della cifra e della sigla, quel KR46M0 che nasconde Hasib e il suo destino, per restituire nome, volto e dignità a ciascuna delle 94 vite spezzate. Con rigore documentario e rispetto per il dolore di chi ha vissuto e continua a vivere quella notte, Resta compie un atto di resistenza morale contro ogni tentativo di disumanizzare le vittime attraverso il linguaggio e l’indifferenza”.
Un lavoro -. nato dalla collaborazione di un gruppo di giornalisti ed artisti crotonesi che continua praticamente in solitaria a ricordare quanto avvenuto il 26 febbraio 2023 in Calabria quando morirono 94 persone sulla spiaggia di Cutro – si fa inchiesta ed empatia insieme, conclude la giuria: “L’opera non si limita a testimoniare la tragedia del mare, ma ne indaga la responsabilità collettiva, mettendo a nudo l’indifferenza, talvolta l’inerzia, di chi avrebbe dovuto tutelare la vita umana. In questo, raccoglie l’eredità più autentica di De Seta: dare voce e volto agli ultimi, anche quando non ci sono più, senza che il peso emotivo della storia offuschi mai la precisione dei fatti”.
La squadra e la produzione dietro il film trionfatore
La forza del documentario risiede proprio nella coralità di chi lo ha plasmato. Il rigoroso lavoro di regia di Angelo Resta si sposa infatti con una scrittura attenta e profonda, curata a quattro mani con Vincenzo Montalcini, Bruno Palermo e Francesco Pupa, capaci di tradurre la cronaca di una tragedia collettiva in una narrazione rispettosa e toccante. Da sottolineare che si tratta di un docufilm realizzato in modo indipendente, senza aiuti o finanziamenti ricevuti da alcuno.
Una dedica esclusiva alle vittime e ai superstiti
Gli autori hanno espresso sincera gratitudine alla giuria e a tutta l’organizzazione per il garbo con cui hanno accompagnato il percorso del film. Il messaggio del team di produzione è inequivocabile: “È un riconoscimento che ci emoziona profondamente, perché questo film non è nato per cercare applausi, ma per custodire una memoria che non può essere dimenticata. Ogni premio che riceveremo, oggi e domani, avrà sempre e soltanto una dedica: alle 94 vittime della strage di Cutro, ai superstiti, ai dispersi, a chi ancora aspetta una risposta, un nome, un abbraccio. Questo premio appartiene a loro. Noi continuiamo semplicemente a raccontare, a ricordare, a camminare insieme a quella memoria. Grazie di cuore a tutti voi che state rendendo possibile questo viaggio”.




