Istat, fuga al Nord: Crotone e Calabria perdono i loro giovani
Crotone è prima in Italia per partenze, la Calabria perde sempre più residenti. Allarme sullo spopolamento record per il Sud
Il Sud Italia continua a svuotarsi e il territorio crotonese è, purtroppo, in prima linea in questo drammatico esodo demografico. I numeri arrivano dal rapporto Istat Migrazioni interne ed internazionali della popolazione residente, Anni 2024-2025 ed evidenziano come l’intera regione Calabria registri perdite nette significative a favore del Centro-Nord, con la provincia di Crotone che conquista il triste primato nazionale per il tasso di emigrazione interna. Dato che appare ancora più preoccupante se si rapporta al fatto che tra il 2019 e il 2025 il Sud ha perso 150mila giovani laureati tra i 25 e i 34 anni: un vuoto causato prevalentemente dai trasferimenti verso il Centro-Nord (122mila unità) a cui si somma la quota degli espatriati (28mila).
Calabria: spopolamento e fughe
Analizzando nel dettaglio i dati riguardanti la mobilità in Calabria, emerge un quadro allarmante per la tenuta socio-economica del territorio. A livello regionale, la Calabria presenta un tasso migratorio interno fortemente negativo, attestandosi a -3,8 per mille residenti. Questa tendenza all’abbandono si fa ancora più acuta se si guarda ai singoli contesti provinciali. Crotone, infatti, si conferma la provincia con la più alta propensione all’emigrazione verso il resto del Paese: ben 9,5 individui su mille decidono di lasciare la provincia pitagorica per cercare fortuna altrove, un dato che segna il picco negativo in tutta Italia.
Non si tratta, tuttavia, solo di spostamenti interni ai confini nazionali. Anche l’emigrazione verso l’estero colpisce duramente la regione. Mentre la media nazionale degli espatri mostra un rallentamento generale, la Calabria registra comunque un tasso di emigrazione verso l’estero di quasi tre italiani ogni mille residenti. In questo ambito specifico, spicca un’altra realtà regionale: la provincia di Vibo Valentia presenta il tasso di emigrazione estera più elevato del Mezzogiorno, raggiungendo quota 4,9 partenze ogni mille abitanti.
Da Crotone verso il Nord Italia
Entrando nel merito delle destinazioni, si nota come la mobilità in Calabria sia fortemente orientata verso le regioni settentrionali più produttive. Secondo il report Istat, su base nazionale i trasferimenti di residenza tra Comuni italiani sono tornati a crescere, superando nel 2025 quota 1 milione e 455mila (+5,1% rispetto al 2024). In questo vasto flusso, dal Mezzogiorno sono partiti circa 112mila residenti diretti al Centro-Nord, a fronte di soli 67mila arrivi, determinando una perdita netta per il Sud di circa 45mila persone.
Per quanto riguarda i cittadini che lasciano la Calabria, le rotte sono ormai consolidate. Quasi tre emigrati su dieci provenienti dal Sud scelgono la Lombardia come nuova casa. A livello di attrattività generale, l’Emilia-Romagna guida la classifica nazionale accogliendo circa quattro arrivi dalle regioni del Mezzogiorno per ogni mille residenti, seguita da Lazio (3,3 per mille) e Lombardia (3,0 per mille). Questo esodo costante depaupera la Calabria delle sue energie migliori, aggravando la crisi di un territorio che già fatica a trattenere i propri giovani.
Mobilità interna ed esterna a confronto
Rapportando i dati locali al contesto generale, emergono differenze cruciali tra la mobilità interna e quella internazionale. Mentre i trasferimenti interni al Paese accelerano (favoriti anche da un incremento dei movimenti da parte degli stranieri, il cui peso sale al 19,5% del totale), l’emigrazione verso l’estero dei cittadini italiani ha subito una decisa frenata. Dopo il picco di 141mila espatri registrato nel 2024, nel 2025 le uscite degli italiani sono scese a 109mila unità (-22,7%). Questo calo ha permesso di ridurre il saldo migratorio negativo con l’estero degli italiani da -83mila a -53mila.
A livello complessivo, il saldo migratorio con l’estero resta ampiamente positivo in Italia (+296mila nel 2025), sostenuto quasi esclusivamente dalle immigrazioni di cittadini stranieri (383mila arrivi). Tuttavia, le difficoltà del Sud Italia e della Calabria non vengono arginate da questi ingressi. Il Mezzogiorno sconta un doppio svantaggio: non riesce a bilanciare le partenze con i nuovi arrivi internazionali (che si dirigono per oltre il 55% nel Nord e per il 20,3% nel Centro), e al contempo subisce un grave dissanguamento di capitale umano qualificato verso il resto della Penisola.


