Ambiente
|Petilia, no all’abbattimento degli alberi nel parco giochi
Quattro associazioni chiedono chiarezza sui lavori nell’area verde per bambini. Serve una perizia prima di tagliare le piante
PETILIA POLICASTRO – Coro di proteste contro l’ipotesi di rimuovere degli alberi dal parco giochi. L’Associazione culturale NATESS, la Pro Loco, l’ACP e il Circolo Legambiente Valle Tacina si sono schierate in modo compatto per fermare l’abbattimento, chiedendo all’Amministrazione comunale totale trasparenza e perizie scientifiche che giustifichino una scelta così radicale in uno dei pochi spazi verdi del centro abitato.
Il parco, un luogo nevralgico frequentato ogni giorno da famiglie e giovanissimi, è stato recentemente oggetto di lavori di riqualificazione che hanno introdotto nuove superfici cementificate. Stando a quanto emerso, le storiche piante sarebbero ora a rischio taglio a causa di presunti problemi di stabilità e di sospetti danni all’apparato radicale, provocati proprio dai recenti cantieri edili.
Le motivazioni contro l’abbattimento degli alberi
Di fronte a questa emergenza, il Circolo Legambiente Valle Tacina ha formalmente interpellato il Sindaco e gli uffici tecnici, richiedendo l’accesso ai documenti e al progetto per verificare le reali condizioni della flora e appurare se siano state adottate misure di salvaguardia durante i lavori.
In un comunicato congiunto, le sigle del terzo settore espongono chiaramente il loro pensiero senza preconcetti, mettendo però dei paletti fermi: «Non intendiamo mettere in discussione il lavoro dei tecnici né, tantomeno, le esigenze di sicurezza. Ma quando si decide di abbattere alberi adulti, soprattutto in un’area destinata ai bambini, occorre che le motivazioni siano chiare, documentate e scientificamente verificabili. L’abbattimento deve rappresentare l’ultima soluzione, non la conseguenza automatica di una gestione poco attenta dello spazio verde».
Il riferimento centrale delle associazioni si aggancia alla Legge Regionale della Calabria n. 7 del 2024, che vieta espressamente il danneggiamento e l’eradicazione degli alberi, salvo casi eccezionali previsti dalla norma. Già in passato le alberature del parco erano finite sotto la lente d’ingrandimento per la loro presunta pericolosità, ma oggi, a lavori conclusi, il dubbio sui danni provocati dal cantiere è forte.
Il futuro del verde cittadino e la richiesta di chiarezza
Il nodo centrale della questione riguarda proprio l’esecuzione materiale dei lavori appena terminati e la gestione del suolo. Su questo aspetto, le organizzazioni firmatarie rincarano la dose: «È proprio questo l’aspetto che vogliamo comprendere: se le radici degli alberi siano state effettivamente danneggiate dai lavori, occorre accertare come e perché ciò sia potuto accadere e se siano state adottate tutte le necessarie precauzioni per proteggere gli alberi durante l’esecuzione delle opere».
L’obiettivo dell’istanza non è ingaggiare un braccio di ferro ideologico, ma scongiurare la perdita di un prezioso polmone verde in un tessuto urbano già fortemente carente di spazi naturali. Le quattro realtà associative premono affinché venga finalmente redatto il Regolamento Comunale del Verde e si dia il via al Censimento del patrimonio arboreo.
La sintesi della battaglia si racchiude in una richiesta di buonsenso, che mette la tutela del cittadino e dell’ambiente sullo stesso piano: «Non chiediamo che gli alberi vengano salvati a prescindere da qualsiasi valutazione di sicurezza. Chiediamo qualcosa di molto più semplice: conoscere, verificare e decidere sulla base di dati tecnici. E soprattutto chiediamo che il verde pubblico venga considerato un patrimonio della comunità e non un ostacolo alla progettazione degli spazi urbani».


