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Bper, i sindacati chiedono garanzie sul futuro a Crotone

Le organizzazioni sollecitano un Polo di lavorazioni centralizzate e un cronoprogramma sul futuro della presenza in Calabria

CROTONE – Quale futuro per la presenza di Bper a Crotone e in Calabria? È la domanda che Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin hanno posto nuovamente all’azienda, chiedendo risposte concrete dopo l’incontro del 10 luglio, sollecitato dalle organizzazioni sindacali per fare chiarezza sui lavori nella sede di via Vittorio Veneto, sul trasferimento dei circa 50 lavoratori di via Napoli e sulle prospettive del gruppo sul territorio.

Nel corso del confronto, riferiscono i sindacati, Bper ha riconosciuto di non aver fornito un’informativa preventiva sull’avvio dei lavori e sul progetto di accorpamento, ammettendo inoltre le criticità legate alla presenza di lavoratori e clientela durante gli interventi.

Il punto centrale della vertenza resta però la proposta di istituire a Crotone un Polo di Lavorazioni Centralizzate, con attività di Help Desk, Back Office e Fol. Secondo le organizzazioni sindacali, oltre il 90% delle lavorazioni di back office è oggi concentrato sull’asse Modena-Bologna-Milano, una situazione che rischierebbe di accentuare la desertificazione bancaria del territorio.

“A Crotone ci sono professionalità, risultati e strutture che consentono di realizzare un Polo di lavorazioni centralizzate capace di tutelare l’occupazione e garantire la business continuity”, afferma Emilio Verrengia, coordinatore First Cisl Bper Banca Calabria/Sicilia. “Chiediamo a Bper di tradurre in scelte concrete i principi di coesione sociale e inclusione territoriale richiamati nei propri documenti programmatici. La Calabria ha dimostrato di saper creare valore per il Gruppo e deve poter continuare a farlo”.

L’azienda ha spiegato che gli interventi su Crotone rientrano in un piano nazionale di efficientamento e si è impegnata a sottoporre la proposta sindacale al top management. Per le organizzazioni, però, non basta: viene chiesta una risposta formale accompagnata da un cronoprogramma, per definire con certezza il futuro della presenza Bper sul territorio. “Crotone e la Calabria – ribadiscono i sindacati – non sono territori di serie B”.