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Omicidio Cutro, portato in caserma un uomo di 28 anni

I carabinieri indagano si pista passionale dietro la tragica fine del giovane bulgaro

CUTRO – Un uomo di 28 anni, residente a Cutro e principale sospettato dell’omicidio di un giovane bulgaro è stato portato nella locale caserma dei carabinieri. La svolta è arrivata al termine di una rapida caccia all’uomo scattata alle prime luci dell’alba, subito dopo l’omicidio di ragazzo di 21 anni di nazionalità bulgara all’interno della propria abitazione. Presso la caserma è giunto anche il pubblico ministero Matteo Staccini, che sta coordinando le operazioni e gli interrogatori per fare piena luce sulla vicenda.

Svolta nelle indagini sull’omicidio a Cutro

Dopo una prima fase di confuse notizie, la vicenda si sta facendo più chiara. L’efferato delitto si è consumato poco dopo le 5 del mattino. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai militari dell’Arma, l’assassino si è presentato direttamente alla porta di casa della vittima: un bulgaro di 21 anni, Sergej Kaptiev. Non appena il giovane ventiduenne ha aperto, è stato freddato con diversi colpi di pistola, tutti indirizzati fatalmente al petto. Subito dopo la sparatoria, l’autore si è dato alla fuga, facendo scattare le immediate ricerche da parte degli inquirenti che, in brevissimo tempo, sono riusciti a individuare il presunto responsabile e a condurlo in caserma.

La dinamica della sparatoria in via Spagnolo

Il teatro della tragedia è un’abitazione situata in via Spagnolo, una tranquilla traversa che si immette sulla centralissima via Risorgimento, l’arteria stradale che conduce al convento del Santissimo Crocifisso. Il ragazzo stava nella casa dove abitava la fidanzata. Sul luogo del delitto sono intervenuti tempestivamente i carabinieri, i quali hanno subito isolato l’area e iniziato a raccogliere le prime testimonianze tra i vicini di casa, nel tentativo di ricostruire con esattezza gli attimi di terrore vissuti all’alba e mappare la via di fuga inizialmente percorsa dal killer.

Il movente sentimentale al vaglio degli inquirenti

Al momento, il movente esatto della sparatoria resta da verificare in via ufficiale, ma le indagini sembrano indirizzarsi con decisione verso la pista dei futili motivi legati a questioni familiari e sentimentali. Le indagini dei carabinieri proseguono a ritmo serrato e sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, sotto la direzione del procuratore Domenico Guarascio.