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Sfratti e fisco, Ferraro: disparità sulle tutele per l’uso commerciale

La recente sentenza della Corte di Cassazione colpisce duramente i proprietari immobiliari. L’avvocato Ferraro denuncia una chiara disparità

La giurisprudenza recente riapre il dibattito sulle tutele per i locatori nel nostro Paese. A sollevare la questione è l’avvocato crotonese Federico Ferraro, Responsabile giovanile nazionale Consolidal E.T.S., che punta il dito contro le criticità dell’attuale sistema fiscale e giuridico italiano, in particolar modo per ciò che concerne le norme attorno all’affitto per uso commerciale.

La Cassazione e le regole nell’affitto per uso commerciale

Al centro della bufera c’è un recente pronunciamento giurisprudenziale che, secondo l’esperto, delinea un quadro normativo altamente sfavorevole. Come sottolinea il legale nel suo comunicato, “La recente pronuncia della Corte di Cassazione Sez. lll n. 50492 del 11 marzo 2026 sul tema del mancato pagamento nei contratti di affitto per uso commerciale, avvalora un’impostazione che va a scapito dei proprietari immobiliari italiani.”

La dinamica è ben nota ai locatori: se l’inquilino di un locale, come ad esempio un magazzino, risulta moroso, il proprietario è costretto ad avviare la procedura di sfratto. Tuttavia, durante questo iter, la pressione fiscale non si arresta. Ferraro spiega infatti che “pur non percepindo fitti il proprietario è comunque tenuto al pagamento delle tasse, ai fini irpes, fino alla data dell’udienza di convalida dello sfratto da parte del giudice.”

Le conseguenze economiche dirette per i locatori

Tutto ciò genera uno squilibrio gravoso. L’avvocato evidenzia che in queste situazioni “si realizza un effetto vessatorio nei confronti del proprietario immobiliare prima perché perde guadagno dal mancato recepimento dei canoni, poi perché deve pagare anche le tasse e infine affrontare le spese legali.” A questo scenario si aggiunge spesso la grande difficoltà nel recuperare il credito, un percorso “che spesso si conclude con nulla di fatto, quando gli affittuari falliscono o sono nullatenenti.”