Omicidio Cutro: convalidato il fermo, esclusa la premeditazione
Giuseppe Sulla continua a restare in silenzio. Il giudice delle indagini preliminari ha disposto la custodia in carcere. Non ancora rinvenuta l’arma del delitto.
CROTONE – Il gip del Tribunale di Crotone, Elisa Marchetto, ha convalidato nel pomeriggio del 14 agosto il fermo di Giuseppe Sulla, il ventottenne ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio a Cutro di Sergej Kaptiev, giovane bulgaro di 21 anni, ucciso lo scorso 12 agosto in un abitazione della cittadina.
Esclusione della premeditazione per l’omicidio a Cutro
Nel decreto di convalida emesso al termine dell’udienza, il gip ha stabilito di escludere l’aggravante della premeditazione, accogliendo l’istanza presentata dal difensore di Sulla, l’avvocato Luigi Colacino. Il legale ha incentrato la sua linea sulla qualificazione delle tempistiche e delle azioni: il fatto di procurarsi un’arma, ha argomentato la difesa, configura a livello giuridico una “preordinazione”, ma non necessariamente una “premeditazione”.
A rafforzare tale interpretazione, l’avvocato ha evidenziato il breve lasso di tempo intercorso tra l’esplosione della lite e il compimento dell’atto mortale, calcolato in poco più di un’ora. Un margine temporale ritenuto incompatibile con la fredda pianificazione richiesta dalla premeditazione. Ciononostante, in considerazione della gravità del quadro accusatorio, il giudice ha disposto per il ventottenne la custodia cautelare in carcere.
Le indagini e il movente
Come aveva fatto al momento del fermo, anche in sede di udienza di convalida Sula ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere e non ha quindi spiegato il motivo del suo gesto. Dalle carte degli investigatori emerge che il movente affonda le radici in una lite per futili motivi divampata durante una festa di compleanno. Giuseppe Sulla – che vanta una parentela acquisita con il compagno della madre della fidanzata del giovane bulgaro – sarebbe intervenuto nel mezzo dei festeggiamenti proprio per difendere la ragazza da Kaptiev. Un alterco apparentemente banale che è rapidamente degenerato in una spedizione punitiva.
I dettagli sull’agguato all’alba
L’epilogo letale della furia omicida si è consumato poco dopo le 5 del mattino. L’assassino si è presentato direttamente alla porta dell’abitazione situata in via Spagnolo, dove Sergej Kaptiev si trovava temporaneamente ospite della fidanzata. Il giovane bulgaro non risulta residente in provincia e, a quanto pare, era arrivato a Cutro da pochi giorni. Non appena il ventunenne ha aperto la porta di casa, l’aggressore lo ha freddato esplodendo due colpi di pistola al petto senza alcuna esitazione. Ad oggi, nonostante le ricerche, l’arma del delitto non è stata ancora rinvenuta dagli inquirenti.





