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Crotone, il diadema di Hera e la memoria di Enrico Maiolo

Ieri sera allo Street Book Festival, mentre Il Crotonese sfogliava il suo archivio storico e fotografico, il suo nome è tornato a risuonare

CROTONE – Tra le storie che la sera di venerdì scorso, 14 agosto,, sul palco di piazza Berlinguer, hanno riportato in vita la memoria archeologica di Crotone c’è anche quella del diadema di Hera, uno dei ritrovamenti più importanti della storia archeologica della città. Un momento particolarmente sentito, quello dedicato a Enrico Maiolo, ricordato da Antonio Arcuri e Bruno Tassone e salutato dalla piazza con un lungo e caloroso applauso.

Maiolo è scomparso all’età di 68 anni. Era l’uomo che, durante la campagna di scavi a Capocolonna nell’estate del 1987, ebbe la fortuna e il merito di ritrovare il celebre diadema di Hera Lacinia, oggi diventato, insieme alla colonna del tempio, uno dei simboli dell’archeologia crotonese.

Quel ritrovamento aprì la strada alla scoperta del cosiddetto Tesoro di Hera.

Maiolo era un operaio specializzato impegnato nel cantiere di scavo del promontorio Lacinio. Ma il suo rapporto con quel ritrovamento non si fermò al giorno della scoperta. Quella vicenda entrò profondamente nella sua vita e la sua passione per l’archeologia lo portò negli anni a realizzare anche delle riproduzioni del diadema, che conosceva praticamente a memoria, in ogni particolare.

Venerdì sera allo Street Book Festival, mentre il Crotonese sfogliava con i presenti il suo archivio storico e fotografico, il suo nome è tornato a risuonare, dentro quel racconto fatto di scavi, reperti, archeologi, giornalisti e cittadini che per decenni hanno cercato di difendere la memoria della Crotone antica.