L'evento della Cgil
|‘Feste dei minatori’ a Pagliarelle: memoria, lavoro e futuro
La tappa crotonese promossa dalla Fillea Cgil nazionale e dalla Fillea Cgil Calabria ha nesso insieme tanti temi di forte impatto e attualità
PETILIA POLICASTRO – È stata Pagliarelle, frazione di Petilia Policastro, a rappresentare il cuore crotonese della due giorni calabrese delle “Feste dei Minatori”, promossa dalla Fillea Cgil nazionale e dalla Fillea Cgil Calabria. Un appuntamento che ha unito memoria e attualità, riportando al centro del dibattito la dignità del lavoro, la sicurezza e le prospettive infrastrutturali di un territorio che continua a interrogarsi sul proprio futuro. La manifestazione si è svolta il 16 agosto, a pochi giorni dalla tappa del 13 agosto a Serricella di Acri, e ha assunto un significato particolare nel 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, una delle pagine più drammatiche della storia del lavoro e dell’emigrazione italiana. A Pagliarelle il ricordo dei minatori e delle vittime del lavoro si è intrecciato direttamente con le questioni che interessano il territorio crotonese: dalle infrastrutture alla viabilità, dalla sicurezza nei luoghi di lavoro alla necessità di creare condizioni di sviluppo capaci di contrastare l’emigrazione.
A Pagliarelle il ricordo delle vittime e il libro “Operaicidio”
La giornata è stata aperta dalla presentazione di “Operaicidio”, il libro di Bruno Giordano e Marco Patucchi dedicato alle morti sul lavoro e alle storie di chi ha pagato con la vita il proprio lavoro. Un momento di particolare intensità, anche per la presenza di alcuni familiari delle vittime. Alla discussione hanno partecipato, oltre agli autori, il segretario generale nazionale della Fillea Cgil Antonio Di Franco, il segretario generale della Fillea Cgil Calabria Simone Celebre, il segretario della Cgil Calabria Luigi Veraldi, Maria Carmela Ierardi, figlia di Carmine Ierardi, e Giuseppe Cucé, fratello di Salvatore Cucé, entrambi vittime di “operaicidio”. Le loro testimonianze hanno riportato il tema della sicurezza sul lavoro dalla dimensione dei numeri a quella delle persone, delle famiglie e delle comunità che continuano a convivere con le conseguenze di una morte sul lavoro. È anche questo uno degli obiettivi delle “Feste dei Minatori”: non lasciare che le vittime restino semplicemente statistiche, ma restituire un nome, una storia e una dignità a chi ha perso la vita lavorando.
Riflettori sulla Statale 106: il progetto Catanzaro-Crotone
Dalla memoria si è passati poi al futuro del territorio, con un confronto dedicato al progetto di ammodernamento del tratto Catanzaro-Crotone della strada statale 106 Jonica. Un tema particolarmente rilevante per il Crotonese, dove la questione dei collegamenti rappresenta da anni uno dei nodi principali per lo sviluppo economico, la mobilità e la sicurezza. Il confronto, moderato da Angela De Lorenzo, ha visto la partecipazione di Biagio Marra, rappresentante di Anas Calabria, Antonio Ammirati, presidente della Provincia di Crotone, del consigliere regionale Enzo Bruno e del segretario generale della Fillea Cgil Calabria Simone Celebre. L’ammodernamento della Statale 106 è stato quindi inserito all’interno di una riflessione più ampia sul rapporto tra infrastrutture e sviluppo. Per il territorio crotonese, il tema non riguarda soltanto la realizzazione di una nuova infrastruttura, ma la possibilità di migliorare i collegamenti, aumentare la sicurezza della viabilità e creare nuove opportunità occupazionali. Un collegamento diretto, dunque, tra opere pubbliche e lavoro: una delle questioni centrali poste dalla Fillea Cgil nel corso delle due giornate.
Di Franco: “I minatori contribuiscono allo sviluppo del Paese”
Il filo conduttore della manifestazione è stato ribadito da Antonio Di Franco, segretario generale nazionale della Fillea Cgil, che ha richiamato l’attenzione sulla figura del minatore contemporaneo. “Chi sono i minatori?”, si è chiesto Di Franco, sottolineando come ancora oggi molti considerino questa figura quasi appartenente al passato. In realtà, ha spiegato, i minatori continuano a lavorare in Italia, in Europa e nel mondo, impegnati nella realizzazione di gallerie, cunicoli, tunnel, metropolitane, ferrovie e autostrade. Sono lavoratori che, ha evidenziato il segretario nazionale della Fillea, “contribuiscono al progresso e allo sviluppo del nostro Paese”, ma che spesso rimangono invisibili. Da qui la necessità di riportare al centro dell’attenzione le loro condizioni di lavoro e, soprattutto, le conseguenze che le morti sul lavoro producono sulle famiglie. Di Franco ha posto l’accento anche sulla necessità di garantire maggiore tutela ai familiari delle vittime, compreso il sostegno legale nei procedimenti giudiziari. Una battaglia che, secondo la Fillea, deve evitare che le famiglie si trovino a dover affrontare da sole grandi aziende e colossi industriali.
Celebre: “La Calabria non deve più essere terra di emigrazione forzata”
Il bilancio della due giorni è stato tracciato positivamente da Simone Celebre, segretario generale della Fillea Cgil Calabria. “La risposta straordinaria in termini di presenze a Serricella di Acri e a Pagliarelle dimostra quanto queste comunità sentano viva l’eredità dei nostri minatori”, ha dichiarato Celebre. Il segretario regionale ha sottolineato il valore del confronto con istituzioni e parti sociali, indicando anche una prospettiva politica e sociale per la Calabria: “La Calabria non deve più essere terra di emigrazione forzata, ma luogo in cui il lavoro edile e le opere pubbliche diventino sinonimo di sviluppo sostenibile, legalità e dignità”. Una prospettiva che, nel territorio crotonese, si lega inevitabilmente alla partita delle infrastrutture e, in particolare, a quella della Statale 106.
Da Pagliarelle un messaggio che guarda al futuro
La tappa di Pagliarelle ha così assunto un valore che va oltre la semplice celebrazione della memoria. Il ricordo dei minatori e delle vittime del lavoro ha rappresentato il punto di partenza per discutere di sicurezza, infrastrutture, occupazione e sviluppo del territorio crotonese. La presenza dei familiari delle vittime ha dato un volto concreto alla battaglia contro le morti sul lavoro; il confronto sulla Statale 106 ha invece spostato lo sguardo sulle prospettive future. A settant’anni da Marcinelle, il messaggio delle “Feste dei Minatori” è dunque quello di tenere insieme passato e futuro: ricordare chi ha sacrificato la propria vita lavorando e, allo stesso tempo, costruire condizioni perché il lavoro di domani sia più sicuro, dignitoso e capace di creare sviluppo senza costringere le nuove generazioni a lasciare la Calabria. La due giorni si chiude così nel segno della memoria, ma anche di una precisa richiesta rivolta alle istituzioni: trasformare gli investimenti e le opere pubbliche in occasioni concrete di lavoro, sicurezza e crescita per le comunità calabresi e, in particolare, per territori come quello crotonese.


