Addio a Vincenzo, esempio di volontariato: Turbo è andato via per sempre
E’ scomparso a 55 anni Vincenzo Squillace, un esempio nel mondo delle associazione di protezione civile. La Croce Rossa di Crotone: continuerà a viaggiare con noi
Era il 19 Novembre 2013. Strongoli Marina venne colpita da un’alluvione. Uno scuolabus con dei bambini a bordo rimase bloccato nell’acqua alta. Difficile per chiunque arrivarci e non c’era tempo da perdere. Un uomo non ci pensò due volte: scavalcò un muro e si lanciò nell’acqua e nel fango per andare a prendere, uno alla volta, quei bambini e portarli in salvo su un trattore che intanto era arrivato sul posto. Quell’uomo era Vincenzo Squillace. Una persona che ha sempre dato tutto sé stesso per gli altri. Vincenzo ci ha lasciato all’improvviso lunedì 31 agosto. Aveva 55 anni. Un malore lo ha portato via.
L’ho conosciuto così, nel 2013, immerso nell’acqua per andare ad aiutare gli altri. Il volontariato era la sua casa: dall’Organizzazione europea dei vigili del fuoco, alla Prociv, alla Croce rossa Italiana. Non aveva paura do fare del bene. C’è un’altra foto che ho visto su facebook nella quale da solo spegna un incendio di sterpaglie a Strongoli nel 2022. Ha trascorso giorni e notti a consolare i parenti delle vittime del naufragio di Cutro che urlavano il loro dolore nel Palamilone.
Lo chiamavano Turbo perché Vincenzo arrivava sempre. Ed aveva sempre una soluzione. C’era per tutti in ogni occasione. Dallo stadio alla festa di paese. Sabato 29 agosto era stato con i colleghi della Croce Rossa Italiana a garantire la sicurezza mentre noi giornalisti recitavamo al teatro Scaramuzza. “Giusè non ti preoccupare che le autorità le accompagniamo noi” sono state le ultime parole che ho scambiato con lui.
Era un’anima al servizio degli altri
Che bella persona era Vincenzo. Mandava i suoi buongiorno sulla chat e non mancavano mai gli auguri alle feste comandate. Nel silenzio si dava da fare per realizzare i sogni di chi aveva difficoltà. Non cercava premi o riconoscimenti. Lo faceva perché Vincenzo Squillace era così: un’anima al servizio degli altri. La sua ultima casa è stata la Croce Rossa Italiana. Che lo piange sgomenta: “Oggi il nostro cuore si ferma, ed è un silenzio che fa male” ha scritto il comitato della Croce rossa Italiana di Crotone dando notizia della morte di Vincenzo.
“Ci sono persone – prosegue il messaggio – che non passano semplicemente nella vita degli altri, ma la attraversano lasciando una scia indelebile di luce, forza e profonda umanità. Il nostro caro Vincenzo era esattamente questo, un’anima speciale, un volontario straordinario, un punto di riferimento che sapeva trasformare ogni fatica in speranza. Sulla carta d’identità c’era scritto Vincenzo, ma per tutti noi, in famiglia e in servizio, era semplicemente Turbo. Quel nome era l’essenza stessa del suo modo di essere. Turbo era l’energia pura del nostro comitato, la disponibilità immediata e senza riserve verso chiunque avesse bisogno, la spalla su cui potersi sempre appoggiare. Portava la nostra divisa come una seconda pelle, vissuta con un amore immenso e incondizionato per il prossimo”.
Territorio sgomento per la morte improvvisa
La sua improvvisa scomparsa ha lasciato sgomenti quanti lo conoscevano soprattutto nel mondo del volontariato. Tantissimi i messaggi sui social per Vincenzo. “Quando se ne va un volontario, si perde un pezzo di quella grande famiglia fatta di sacrifici, sorrisi, notti, emergenze e mille avventure condivise” si legge nel post di Giuseppe Bonesse.
Era legatissimo al suo paese, Strongoli. Lo ricorda bene Pietro Russo su facebook: “A Strongoli – scrive Pietro Russo – non c’era persona che non lo chiamasse semplicemente Turbo. Il suo nome all’anagrafe era Vincenzo Squillace, ma quel soprannome non era soltanto un modo per ricordarne la sveltezza; era diventato il simbolo di un’esistenza intera corsa in soccorso del prossimo, spesa senza mai risparmiarsi per la propria comunità (…). Vincenzo Squillace non sapeva dire di no, né si è mai tirato indietro quando c’era da esserci (…) Strongoli oggi piange con il cuore in gola il suo figlio più nobile, un uomo d’altri tempi che ha custodito questo paese con la cura di un padre e l’amore smisurato di un devoto, amandolo più della sua stessa vita”.
L’esempio di volontario
Rosario Ceraudo ribadisce: “Vincenzo era un uomo dal cuore d’ oro dava tutto per gli altri. sicuramente il volontario per eccellenza. Non dimenticherò mai quando sei venuto alla Stazione dopo l’alluvione insieme alla tua squadra. Non ti sei risparmiato amico mio . Adesso la sirena suonerà nel cielo e noi guarderemo il cielo”.
Vincenzo creava empatia con tutti. “Non è la divisa a fare la differenza ma il cuore che batte e ha battuto dentro” scrive Francesco Pascuzzo ricordando Squillace.
“Se dovessero chiedermi chi è, ma soprattutto cosa fa un volontario di Croce Rossa lo identificherei con la tua persona…umano, altruista, disponibile, sempre in prima linea” è il messaggio di Patrizia Alampi per Vincenzo.
L’associazione Isola Ambiente Apnea lo ricorda così: “Tu che tante volte sei stato accanto a chi aveva bisogno, tu che hai visto emergenze, che sei intervenuto, che hai soccorso e aiutato gli altri, oggi lasci un vuoto difficile da colmare. Con la tua presenza, il tuo modo di essere e tutto ciò che hai lasciato nelle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerti. Oggi non ci sono molte parole da aggiungere. Ci resta il ricordo di un volontario, di un uomo e di un compagno di tante giornate vissute al servizio degli altri”.
Merita di restare nella storia della comunità
Ogni volta che penso al significato di soccorritore mi viene in mente un’altra foto che ho scattato a Vincenzo quel 19 novembre 2013: lo ritraeva stanco e spossato, ma non arreso in mezzo all’acqua ed al fango alla stazione di Strongoli marina. Spero che qualche istituzione lo ricordi, perché se in vita ha preferito restare nel silenzio, quello che ha fatto Vincenzo per gli altri merita di restare nella storia della comunità.
Faccio mie le parole del Comitato della Croce rossa italiana: “Vincenzo continuerà a viaggiare insieme a noi, nel suono di ogni sirena, nelle mani che tenderemo agli altri, nel coraggio di ogni servizio e in ogni singolo gesto d’aiuto che compiremo nel suo nome”.
Alla famiglia di Vincenzo ‘Turbo’ Squillace ed a tutti i suoi cari l’abbraccio di tutta la redazione de il Crotonese. Direi l’abbraccio di tutti i crotonesi.


