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Interrogazione sugli stipendi dei medici cubani nelle Asp calabresi
Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto (al centro) con alcuni medici cubani in servizio nelle Asp calabresi

Il consigliere regionale De Cicco chiede alla giunta guidata dal presidente Occhiuto di chiarire se i sanitari sono vittime di sfruttamento del lavoro da parte delle società di intermediazione

REGGIO CALABRIA – I medici cubani, chiamati in tutta fretta anni orsono ad infoltire i ranghi del personale nel servizio sanitario calabrese fortemente sguarnito, dopo essere stati recentemente al centro anche di un caso diplomatico internazionale per via dell’embargo imposto a Cuba dagli Usa, potrebbero essere stati finora pure le vittime di un clamoroso caso di sfruttamento del lavoro.

L’interrogazione a firma del consigliere Francesco De Cicco

Punta ad appurare proprio questa circostanza un’interrogazione a risposta scritta alla giunta regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto a firma del consigliere Francesco De Cicco, del gruppo di opposizione ‘Democratici progressisti meridionalisti’: fare immediata e piena luce sulla reale situazione contrattuale ed economica dei medici di nazionalità cubana attualmente in servizio presso le Aziende sanitarie provinciali (Asp) della Regione Calabria. Con il consigliere De Cicco che ipotizza, all’esito dei chiarimenti richiesti, lo stop a possibili forme di intermediazione lesive della dignità del lavoro e la verifica dell’accordo quadro alla base del contratto di lavoro dei medici cubani.

Quell’accordo siglato con l’ente statale di Cuba nel 2022

La vicenda dell’arrivo in Calabria dei medici da Cuba, riassume lo stesso consigliere di minoranza in una nota stampa, trae origine infatti dall’accordo quadro sottoscritto il 17 agosto 2022 tra l’allora commissario ad acta per il rientro dal disavanzo sanitario e la società commerciale statale cubana ‘Commercializadora de servicios médicos cubanos S.A.’ (Csmc S.A.). Tale intesa era stata stipulata per fronteggiare la gravissima ed urgente carenza di personale medico nelle strutture calabresi – in particolare nelle aree di emergenza-urgenza -, determinata da anni di blocco del turnover e rimarcata anche dalla sentenza n. 168/2021 della Corte costituzionale.

Uno stipendio di 1.200 euro a fronte di oltre 4.000 euro pagati

Come evidenziato nell’interrogazione depositata presso la segreteria dell’assemblea, afferma De Cicco, “a fronte di un impegno economico sostenuto dalle Asp calabresi pari a oltre 4.000 euro mensili per ciascun medico, secondo recenti notizie di stampa ai professionisti cubani verrebbe corrisposta una somma reale di soli 1.200 euro al mese. La restante ed ingente quota del compenso verrebbe invece trattenuta da soggetti terzi”. “Un simile schema – si legge nell’interrogazione – rischia di configurare una forma di intermediazione dell’attività lavorativa destinata ad incidere negativamente sulla dignità del professionista, derogando ai principi costituzionali in materia di equità contrattuale e giusta retribuzione. Già nel testo originale dell’accordo quadro del 2022, peraltro, non venivano definiti con chiarezza i costi analitici dei servizi e le somme da destinare direttamente alla società ed ai lavoratori”.

Alla giunta si chiede qual è la reale situazione e se ne fosse già a conoscenza

Alla luce di questi elementi, con l’interrogazione presentata, il consigliere Francesco De Cicco chiede formalmente all’esecutivo regionale di “chiarire se fossero già a conoscenza, o lo siano tuttora, della reale condizione economica in cui versano i sanitari caraibici operanti sul territorio”. Contestualmente, si sollecita la giunta “a chiarire se intenda procedere al rinnovo o alla proroga dell’accordo convenzionale con la Csmc S.A. qualora tali indiscrezioni venissero confermate, precisando quali azioni ed atti d’urgenza la Regione intenda mettere in campo per eliminare ogni forma di distorsione contrattuale e garantire la piena tutela economica e professionale dei medici coinvolti”.