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Crotone, tra giovani e conferme: il bilancio del mercato

il Crotone costruita nella session estiva è una squadra profondamente diversa rispetto a quella che ha chiuso la scorsa annata

Il mercato è finito. E il Crotone che si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione è una squadra profondamente diversa rispetto a quella che ha chiuso la scorsa annata. La società pitagorica ha scelto una strada precisa: ringiovanire l’organico, abbassare l’età media e costruire una rosa con margini di crescita, senza rinunciare ad alcuni elementi di esperienza. Una strategia già annunciata dal direttore generale Raffaele Vrenna, che aveva indicato nelle uscite e nella valorizzazione dei giovani due delle direttrici principali del mercato. Il rush finale ha portato tre ulteriori tasselli: Ervin Bashi dal Catanzaro, Cristian Andreoni dalla Juve Stabia e Kevin Barcella dal Frosinone. Tre operazioni che hanno completato una campagna acquisti particolarmente movimentata.

Una rosa costruita tra conferme e nuovi innesti

I tre colpi conclusivi si aggiungono a una serie di operazioni già definite nelle settimane precedenti.In difesa il Crotone ha inserito Gregorio Tanco, arrivato dal Lecco, oltre a William Feola, proveniente dalla Primavera dell’Hellas Verona. Il reparto ha poi accolto Bashi, mentre resta centrale il ruolo di giocatori come Veltri, Groppelli e Armini.A centrocampo sono arrivati diversi profili giovani. Dal settore Juventus è arrivato in prestito Francesco Crapisto, mentre dalla Spagna è stato acquistato Iker Torres Delgado, ventenne reduce dall’esperienza con il Mallorca B e autore di sei reti nella passata stagione. Per Torres il club ha sottoscritto un contratto triennale. Il Crotone ha inoltre riportato in rossoblù Zak Ruggiero, dopo le esperienze maturate lontano da casa, e ha confermato Walter Guerra, che ha prolungato il proprio rapporto con il club fino al 2028. Attacco, tra nuovi arrivi e confermeNel reparto offensivo il mercato ha portato Mattia Tordini e Bogdan Stăuciuc, entrambi protagonisti di un percorso di crescita tra Serie C e categorie superiori. Tra gli altri innesti figurano Pedro Rodríguez Ablanedo, centrocampista spagnolo, e Filippo Grosso, arrivato in prestito dal Frosinone. Completano il quadro Alberto Lucano, Arthur Spadoni e altri giovani inseriti nell’organico. Il nuovo Crotone, dunque, nasce con un’età media più bassa e con numerosi giocatori chiamati a compiere un salto di qualità durante la stagione.

Le uscite: Gomez saluta, tanti cambiamenti

Il capitolo più significativo riguarda però anche le partenze.La cessione più importante è quella di Guido Gómez, trasferitosi al Bari. L’attaccante argentino era stato uno dei riferimenti offensivi delle ultime stagioni e rappresentava uno dei giocatori di maggiore esperienza della rosa. Hanno lasciato il Crotone anche Niccolò Cocetta, trasferitosi al Bari, Andrea Gallo, finito al Foggia, e Davide Di Pasquale, anch’egli approdato al club rossonero. Tra le altre partenze figurano Novella, Vinicius, Leo, Sandri ed altri giocatori che facevano parte del gruppo della passata stagione. Numerosi anche i prestiti terminati, tra cui quelli di giocatori come Maggio, Bruno, Piovanello, Meli e Calvano, mentre lo stesso Andreoni, inizialmente rientrato alla Juve Stabia al termine del precedente prestito, è stato poi riportato a Crotone a titolo definitivo.

Zunno e Musso restano

Non tutto, però, è cambiato. Nelle ultime ore erano circolate indiscrezioni sul possibile addio di Marco Zunno e Antonino Musso, finiti nel radar di Foggia e di altri club. Alla fine entrambi sono rimasti in rossoblù e rappresentano due elementi che Greco potrà utilizzare nella nuova stagione. La loro permanenza assume un peso ancora maggiore alla luce delle numerose partenze che hanno caratterizzato l’estate. Il Crotone ha perso alcuni dei suoi punti di riferimento, ma ha contemporaneamente inserito numerosi giocatori giovani e affamati, affiancandoli a elementi più esperti come Andreoni e Guerra. La linea societaria è evidente: investire sulla crescita, valorizzare i giovani e costruire una squadra sostenibile nel medio periodo. Una scelta che inevitabilmente comporta anche qualche rischio, soprattutto in una categoria nella quale esperienza e continuità possono fare la differenza.