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Mare Monstrum: nel crotonese maladepurazione e cemento abusivo

Nella nuova edizione del report Calabria al 4° posto per reati ambientali. Nel report la provincia di Crotone citata per i depuratori del fiume Neto e l’abusivismo di Punta Scifo

L’aggressione criminale ai mari e alle coste italiane non concede tregue, nonostante un lieve ridimensionamento dei numeri complessivi. Nel 2025 sono stati accertati 20.490 reati, con una flessione del 20,4% rispetto al 2024, accompagnati da 36.322 illeciti amministrativi, che segnano un calo del 10,3%.
Si tratta di un totale di 56.812 violazioni, pari a una media di 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora. Questa apparente diminuzione è imputabile sia alla riduzione dei controlli sul territorio, passati a 750.828 con un -19,8%, sia all’effetto deterrente delle nuove e più aspre pene.
I dati emergono dalla 28° edizione del report Mare Monstrum di Legambiente, pubblicato in occasione del 16° anniversario dell’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo, che sarà ricordato il 5 settembre nel porto di Acciaroli.

La classifica dell’illegalità e la situazione in Calabria

A guidare la triste classifica dell’illegalità a livello nazionale è l’inquinamento, con 7.317 reati che rappresentano il 35,7% del totale. Segue il ciclo illegale del cemento al 2° posto con 6.189 illeciti penali, pari al 30,2%. Al 3° posto si colloca la pesca illegale con 4.338 reati (21,2%) e un allarmante aumento del 52,7% degli attrezzi sequestrati, giunti a quota 11243. Infine, le violazioni del codice della navigazione raggiungono i 2.646 reati (12,9%).
Analizzando queste dinamiche su scala territoriale, emerge con forza l’impatto legato a i reati ambientali in Calabria, regione che si posiziona al 4° posto in Italia con 1.929 reati accertati, 1.876 persone denunciate, 4 arresti e 355 sequestri. Il bilancio amministrativo regionale conta 2.791 illeciti e 2.795 sanzioni, per un valore economico complessivo di 12.294.026 euro, delineando una media di 6,6 infrazioni per ogni chilometro di costa.

Il crotonese tra mala depurazione e cemento abusivo

Il territorio crotonese è al centro di alcuni casi critici segnalati nel dossier di Legambiente. Nel mese di marzo del 2026, la Procura di Crotone ha chiuso le indagini riguardanti 2 impianti di depurazione situati a Belvedere Spinello. Tali strutture causavano lo sversamento continuo di reflui fognari non trattati nel fiume Neto, compromettendo la Zona di Protezione Speciale della foce. L’inchiesta ha portato a indagare 4 persone per omissione di atti d’ufficio, falso ideologico e inquinamento ambientale.
Un altro duro colpo al paesaggio è rappresentato dal Marine Park Village di Punta Scifo, un complesso turistico abusivo per il quale, a marzo del 2026, sono finalmente iniziate le operazioni di demolizione dopo il sequestro avvenuto nel 2017. La costruzione aveva causato lo sbancamento di una collina per realizzare 79 bungalow, 1 piscina e 1 ristorante di 400 metri quadrati.
Sempre nel crotonese, a dicembre, la Guardia Costiera ha posto sotto sequestro 2 strutture turistiche nella località Le Cannella, a Isola Capo Rizzuto, che occupavano abusivamente 170 metri quadrati di suolo demaniale marittimo senza essere state smontate al termine della stagione.

Il dettaglio dei reati ambientali

Osservando i dettagli delle singole filiere illegali, si comprende il peso de i reati ambientali in Calabria sull’inquinamento e sulla maladepurazione, ambito in cui la regione figura al 3° posto nazionale con 731 reati, 782 denunciati, 1 arresto e 294 sanzioni del valore di 9.300.936 euro.
Per quanto concerne il ciclo illegale del cemento, il territorio si attesta al 4° posto con 588 illeciti penali, 613 denunciati, 3 arresti e 929 sanzioni pari a 2224783 euro.
Il mare calabrese subisce anche l’assalto della pesca di frodo, che porta la regione al 3° posto con 528 reati accertati, 615 illeciti amministrativi e 766.173 euro di sanzioni. In questo specifico settore sono stati sequestrati 30.494 chilogrammi di prodotti ittici.
A chiudere il cerchio, le violazioni del codice della navigazione in ambito regionale registrano 82 reati e 952 illeciti amministrativi, con sanzioni irrogate per 2.134 euro.