Movimento famiglie autismo Crotone: caregiver abbandonati dallo Stato
Dopo i recenti avvenimento di cronaca in Italia, l’appello con le proposte per salvare i genitori dal burnout totale
CROTONE – “La strage silenziosa dei caregiver: quando l’assistenza diventa abbandono”. Queste parole racchiudono l’essenza dell’appello lanciato da Maria Teresa La Forgia, presidente del Movimento Famiglie Autismo Crotone ODV. La frase è il grido di dolore di chi vive quotidianamente una realtà in cui la cura di una persona cara, affetta da disabilità grave, autismo o malattie degenerative, si trasforma in una montagna impossibile da scalare. Quando la gestione ricade interamente sulle spalle delle famiglie, il confine tra l’amore incondizionato e la totale disperazione diventa pericolosamente labile, trasformando l’impegno quotidiano per i caregiver familiari in una vera e propria prigione, segnata da solitudine e da una drammatica mancanza di supporto statale.
I recenti fatti di cronaca e il peso della solitudine
Le motivazioni dell’appello si radicano in una serie di eventi di cronaca recenti che l’associazione non considera più come semplici tragedie individuali, ma come un’emergenza sociale e di civiltà. Il più recente nei giorni scorsi, nel quartiere romano di Pietralata, dove un’intera giovane famiglia con una bambina disabile è stata trovata senza vita in quello che appare un disperato omicidio-suicidio. Una scia di dolore che aveva già colpito la Sicilia nel dicembre 2025, quando un’anziana madre ha tolto la vita alla figlia autistica per poi suicidarsi, sentendosi schiacciata da un’assistenza condotta in totale isolamento dopo la morte del marito. Pochi mesi prima, nel modenese, due anziani avevano compiuto lo stesso estremo gesto a distanza di pochi giorni, logorati dalla degenerazione delle malattie delle proprie mogli. Ad aggravare la riflessione si è aggiunta la recente sentenza del luglio 2026, che ha assolto per totale incapacità di intendere e volere una donna che aveva tolto la vita alla madre novantatreenne affetta da Alzheimer, riconoscendo un cortocircuito emotivo ed esistenziale provocato da un logorio prolungato.
L’allarme per i caregiver familiari in Italia
Di fronte a uno scenario così drammatico, il Movimento Famiglie Autismo Crotone rompe il silenzio, puntando il dito contro le carenze strutturali del sistema. Il documento è chiarissimo: “Il vero pilastro del welfare nel nostro Paese non sono i servizi pubblici, ma le famiglie; madri, padri e fratelli che ogni singolo giorno si privano di tutto, consumando la propria salute nell’indifferenza generale e arrivando persino a rinunciare al diritto fondamentale di curarsi o di fare una semplice visita medica”.
Questo isolamento ha trovato ulteriore, drammatica, conferma durante l’estate appena conclusa. Il comunicato denuncia infatti che “con la chiusura delle scuole, le famiglie si sono ritrovate completamente sole: la drammatica assenza di centri estivi e ricreativi adatti, dotati del necessario rapporto educativo 1 a 1 per accogliere ragazzi e bambini con disabilità grave, ha trasformato la pausa estiva in un incubo quotidiano”.
Per l’associazione le giustificazioni non reggono più di fronte alla realtà dei fatti: “Spesso le istituzioni parlano di ‘troppa burocrazia’, ma la verità è un’altra, più cruda e amara: non è solo burocrazia, è abbandono. Parlare con uno psicologo può aiutare a gestire il carico emotivo, ma non risolve la stanchezza fisica, il burnout, la mancanza di tempo e la solitudine concreta di chi assiste un figlio H24 senza tregua”.
Le richieste alle istituzioni competenti
Per arginare questa pericolosa deriva, il movimento individua delle priorità da tradurre in azioni operative immediate. Le famiglie chiedono l’attivazione di centri ricreativi ed estivi inclusivi, sostenuti dal sistema pubblico tramite personale formato e con un rigoroso rapporto uno a uno. A questa richiesta si affianca la necessità vitale di un’assistenza domiciliare e territoriale continua, capace di offrire risposte operative quotidiane senza gravare interamente sui genitori. Infine, si rivendicano tutele sanitarie e previdenziali dirette per garantire al caregiver familiare il diritto primario alla propria salute e al riposo.
L’appello si rivolge direttamente all’assessore regionale alle Politiche sociali, Pasqualina Straface, al Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Ernesto Siclari, al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e alla ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli. A loro è affidato il monito finale e più toccante del comunicato: “Assistere un figlio con autismo è un atto d’amore immenso, ma non può e non deve trasformarsi in una condanna all’isolamento o all’annullamento di sé. Le istituzioni devono dare risposte immediate prima che questo sistema, retto unicamente dal sacrificio personale dei genitori, crolli definitivamente”.


