Poltrone e sottosegretari
|Referendum Statuto Calabria, il Tar stoppa la Regione
I giudici dichiarano inammissibile il ricorso della Giunta per difetto di giurisdizione, la competenza è del giudice ordinario
CATANZARO – Il Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Regione Calabria contro l’Ufficio centrale regionale per ilreferendum. La controversia nasce dalla richiesta avanzata da sette consiglieri regionali di svolgere un referendum popolare sulla legge di modifica dello Statuto, con cui sono stati introdotti due sottosegretari e portato a nove il limite per gli assessori. Il Tar ha stabilito di non avere la competenza giudiziaria sul caso, specificando che le eventuali contestazioni vanno rivolte al giudice ordinario.
La vicenda ha avuto inizio con le modifiche allo Statuto approvate dal Consiglio regionale e la successiva richiesta di referendum avanzata dall’opposizione. Dopo il no del Segretario generale dell’assemblea, i promotori si sono rivolti all’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte d’appello di Catanzaro, che ha dato loro ragione ritenendo ammissibile la consultazione. L’amministrazione regionale ha quindi impugnato questa decisione al Tar per fermare l’iter, sostenendo che l’Ufficio non avesse il potere di decidere e che la legge fosse già entrata in vigore.
La decisione è stata depositata l’11 settembre 2026 dalla Prima Sezione del Tar Calabria, presieduta da Ivo Correale con il consigliere Francesco Tallaro come relatore. I magistrati amministrativi non sono entrati nel merito della possibilità di fare il referendum, ma hanno chiarito che le posizioni in gioco riguardano diritti soggettivi pubblici tra soggetti che agiscono su un piano di parità per l’attuazione dell’ordinamento. Per questo motivo, la competenza spetta alla giustizia ordinaria, dove la Regione potrà eventualmente riproporre le sue ragioni.


