Le reazioni
|Referendum Statuto, opposizioni: “Occhiuto lasci votare”
Dopo la sentenza del Tar, le minoranze attaccano la Giunta sulla riforma: “Ora si torni in aula o si lasci la parola ai cittadini”
CATANZARO – La decisione del Tar infiamma immediatamente il dibattito politico. All’indomani della sentenza depositata oggi che ha dichiarato inammissibile il ricorso della Giunta, le minoranze serrano i ranghi e lanciano una dura offensiva contro il governatore Roberto Occhiuto. In una nota congiunta, i dieci consiglieri regionali di opposizione (Partito democratico, Movimento 5 stelle, Tridico Presidente, Casa riformista e Democratici progressisti meridionalisti) bollano l’iniziativa legale dell’esecutivo come un goffo tentativo di evitare le urne e il giudizio dei cittadini.
Al centro della polemica resta la contestata riforma statutaria approvata dalla maggioranza di centrodestra, che introduce due figure di sottosegretario e amplia la composizione della Giunta regionale. Secondo i rappresentanti dell’opposizione, la scelta della Regione di trascinare la partita davanti ai giudici amministrativi evidenzia la paura del presidente Occhiuto di incassare una bocciatura popolare sui costi della politica, in un momento storico in cui la Calabria soffre per le carenze su sanità, lavoro e servizi essenziali.
La pronuncia del Tar, pur limitandosi a indicare nel giudice ordinario l’unica sede competente senza entrare nel merito della legge, rappresenta per i firmatari della nota un palese fallimento della strategia difensiva della Giunta. L’opposizione mette quindi il Governatore di fronte a un’alternativa secca: fare un passo indietro riportando la norma in Consiglio regionale per abrogarla in autotutela, oppure permettere la regolare celebrazione della consultazione referendaria già fissata per il prossimo 29 novembre, lasciando che siano i calabresi a esprimersi sulle nuove cariche.


