Premio Messurga 2026, silenzio per ricordare Lea e Denise
12 settembre 2026 | 13:00
Emozione al Santuario del SS. Ecce Homo. Il cartellone della rassegna letteraria si chiude con ospiti d’eccezione e la consegna del premio per la Narrativa
MESORACA – Un profondo silenzio per chiedere scusa a Lea Garofalo e a sua figlia Denise Cosco. Così, sul sagrato del Santuario del SS. Ecce Homo il Premio Messurga ha voluto ricordare due donne che si sono ribellate alla mafia ma che hanno pagato con la vita questa scelta. La decisione di restare in silenzio è stata presa dagli organizzatori dopo la morte di Denise Cosco, la figlia di Lea Garofalo, avvenuta il 10 settembre.
L’indifferenza che ha generato questa ennesima tragedia di ‘ndrangheta è stata al centro di uno slancio di consapevolezza civile collettiva, un momento intenso vissuto dalla comunità durante gli eventi che animano il Premio Messurga Opera Prima.
L’indifferenza che ha generato questa ennesima tragedia di ‘ndrangheta è stata al centro di uno slancio di consapevolezza civile collettiva, un momento intenso vissuto dalla comunità durante gli eventi che animano il Premio Messurga Opera Prima.
Le riflessioni durante il Premio Messurga Opera Prima
La giornata ha preso il via nel bosco sacro di San Francesco, dove il chirurgo e scrittore Massimo Felice Nisticò ha presentato la sua opera “All Inclusive”. In dialogo con la giornalista Lucia Bellassai e don Francescantonio Spadola, l’incontro ha tracciato un percorso tra filosofia e disincanto. Al termine del confronto, Nisticò ha dichiarato: “la Calabria deve essere raccontata con le sue magnificenze come il Messurga Opera Prima; riuscire a partecipare un pubblico così attento è uno dei segnali più belli che questa nostra regione può e deve cogliere”.
Cultura e società: i messaggi dal sagrato
Dopo il passaggio alla mostra fotografica “Quando eravamo operai”, il sagrato ha ospitato il reading di Lucia Bellassai dedicato al Discorso di Pericle e le esibizioni vocali di Floriana Mungari. L’evento ha fatto da cornice alla presentazione dello “scambio di segni e libri della pace”, iniziativa della parrocchia retta da don Antonio Arcuri in sinergia con La Casa della Cultura. Il momento centrale, moderato da Elisa Chiriano, ha visto protagonista il professor Tommaso Greco con il saggio “Critica della ragione bellica”. Greco ha affermato: “la pace è un principio, non un valore, ed il sistema di informazione è il principale responsabile di una narrazione che non valorizza le conquiste di una Europa che non è in guerra; ed un principio di rinascita e consapevolezza può partire solo dalle città e dai territori che abitiamo, e da qui a Mesoraca accolgo un processo di dedizione profondamente legato al territorio ed alle persone”.
Il programma finale per il Premio Messurga Opera Prima
La chiusura del festival prevede un cartellone denso di appuntamenti letterari. Di seguito gli eventi conclusivi:
Sabato 12 settembre
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(ore 18:30): Marco Angilletti, autore impegnato nel sociale e nella valorizzazione delle radici calabresi, dialoga con Elisa Chiriano e Procolo Guida.
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(ore 21:00): Nicola Pesce presenta il romanzo “Camminando tra i fiori scalzi”. Mesoraca rappresenta una delle sole tre tappe italiane dell’autore per il 2026, insieme a Roma e Milano. L’incontro è impreziosito dalle musiche del Maestro Domenico Scordamaglia.
Domenica 13 settembre
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(ore 18:30): Salotto letterario della Casa Editrice PubliGrafic curato da Gianni De Simone. Un confronto diretto con gli autori Tommaso Corda, Federico Ferraro, Bruno Tassone ed Emilio De Masi.
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(ore 21:00): La scrittrice Angela Bubba, giurata nazionale del concorso e curatrice della sezione “Diaspéiro – Festival migrante”, dialoga con i finalisti della sezione narrativa insieme a Procolo Guida, chiudendo ufficialmente l’edizione.


