L’anima intima di Cersosimo nella scultura Inevitabile abbandono
L’artista di Torretta di Crucoli presenta la sua ultima creazione sull’addio, ma la foto sul mare fa pensare anche ad un simbolo di accoglienza
Si intitola Inevitabile abbandono l’ultima creazione scultorea di Antonio Cersosimo, artista di Torretta di Crucoli conosciuto nel mondo per la ‘Jonicità dello stile’ con cui plasma ma materia. Si tratta di un’opera intensa e intimista, a cui il maestro ha originariamente voluto conferire il significato profondo e malinconico di un addio. Eppure, osservando la suggestiva fotografia che l’artista ha inviato, scattata direttamente sulle rive del mare di Torretta di Crucoli, il messaggio dell’opera si amplia e si trasforma. In quella cornice naturale, le figure della scultura Inevitabile abbandono si fondono con il paesaggio costiero, restituendo a chi osserva un senso di calorosa accoglienza, un ideale abbraccio per chi arriva dal mare, dall’altra parte dello Ionio.
Pregiato marmo Acquabianca di Carrara
L’opera fa parte di una nuova serie di lavori realizzati da Cersosimo in dimensioni volutamente più contenute e intime, pensate appositamente per avvicinare maggiormente la creazione a chi la osserva. Dal punto di vista tecnico e materico, il maestro ha dato vita alla scultura Inevitabile abbandono scolpendola nel pregiato marmo Acquabianca di Carrara, una pietra spiccatamente chiara e luminosa, attraversata in modo elegante da leggere sfumature grigio-azzurre che ne esaltano le forme morbide.
“L’opera – dice il maestro Cersosimo – nasce dalla sintonia, dal rapporto intimo e reciproco che viene a instaurarsi con il marmo durante l’azione di smodellatura. È un dialogo continuo con la materia: mentre le sottraggo ciò che nasconde la forma, è il marmo stesso, con le sue caratteristiche e la sua natura, a suggerirmi fino a dove posso spingermi”.
L’ispirazione dietro la scultura Inevitabile abbandono
È lo stesso Cersosimo a illustrare la genesi di questa affascinante opera in marmo, spiegando le emozioni che ne animano le forme morbide. “C’è il ricordo di una lunga estate, di quegli amori che nascono quasi improvvisamente e che, quando l’estate finisce, lasciano il desiderio di tornare”, spiega lo scultore. “Ci sono promesse affidate al tempo, sentimenti che restano e che neppure le acque dell’inverno riusciranno a portare via. È anche da queste emozioni che nasce ‘Inevitabile abbandono’”.
Nella scultura si evidenziano due figure unite in un gesto di forte passione. Una stringe l’altra a sé con decisione; l’altra non si sottrae, accompagna quel movimento e finisce per abbandonarvisi completamente. “È proprio qui sottolinea l’artista di Torretta di Crucoli – il significato del titolo: nell’istante in cui la forza della passione prende il sopravvento e l’abbandono diventa inevitabile”.
La forza della natura attorno all’opera
Anche la scelta di immortalare l’opera sulla spiaggia non è stata casuale. L’artista ha voluto che la natura non fosse un semplice sfondo, ma diventasse parte integrante della narrazione. “Le onde accarezzano il marmo, le gocce scorrono sulle superfici levigate e le forme delle due figure sembrano quasi continuare il movimento dell’acqua”, sottolinea Cersosimo.
Questa sinergia visiva rappresenta la sintesi della sua ricerca estetica: “In questa immagine ritrovo molto della Jonicità, il linguaggio attraverso il quale porto avanti da anni la mia ricerca artistica. La grecità rimane una radice, un’origine, ma le forme perdono la loro staticità, diventano morbide, sinuose, si muovono e si intrecciano. Mi piace immaginare che siano le mani del mare Ionio a continuare a scolpire le mie opere, accarezzandole e levigandole, come il mare fa da sempre con ciò che incontra lungo le sue coste”.
Il paesaggio calabrese diventa così uno specchio dei sentimenti umani: “Anche Torretta, il suo mare e la sua luce entrano inevitabilmente in questo racconto. Arriverà l’inverno, cambierà il mare, ma ci sono promesse ed emozioni che le sue acque non riusciranno a portare via”.
La “Jonicità”: le parole di Ernesto Treccani
La capacità di Cersosimo di plasmare la fredda pietra rendendola carne viva ed emozione è stata ampiamente riconosciuta dalla critica nel corso degli anni. Il celebre pittore e intellettuale Ernesto Treccani seppe cogliere perfettamente questa vocazione, affermando: “Con lui la materia si arrende ai rischi più insoliti, alle combinazioni più inedite, senza che venga tradita la proprietà della natura stessa, concretizzando l’immagine in modo immediatamente vitale”.
Le sculture di Cersosimo nel crotonese
Dopo aver compiuto i suoi studi professionali, Antonio Cersosimo ha lasciato da giovane la Calabria – una terra ricca di testimonianze storiche e bagnata da quel mare che lo ha sempre ispirato – per sperimentare e accrescere la propria visione artistica. Ha lavorato nelle fonderie di Bari, Napoli e Roma, città in cui ha avuto l’opportunità di conoscere Pericle Fazzini, dal quale ha ricevuto stima e ammirazione. Successivamente ha affinato la sua tecnica nei laboratori di marmo di Carrara, Pietrasanta e Massa. In queste esperienze ha maturato la sua inconfondibile “Jonicità”, uno stile fisionomico fatto di linee morbide e di un nuovo umanesimo che si lega profondamente al suo vissuto e ai paesaggi del Sud. Numerosi i premi internazionali che ha ottenuto con le sue opere.
L’impronta di Cersosimo è tangibile e diffusa nella sua terra d’origine. Diverse sue imponenti sculture monumentali arricchiscono la provincia di Crotone: il monumento ai Caduti sul lavoro a Crotone, il monumento Invocazione alla Pace in località La Pizzuta a San Nicola dell’Alto, il monumento all’Amicizia a Savelli, il monumento a Giovanni Leonardo di Bona a Cutro, il monumento al I° Maggio nella località Montagnella di Carfizzi, e il monumento ai caduti in mare (la statua della Madonna con bambino poggiata sopra a un’ancora) a Cirò Marina.


