Domani allo Scida (ore 18,30)
|Greco punta l’Inter U23: “Diamo continuità alle prestazioni, ora servono i punti”
L’allenatore a caccia della prima vittoria: “Avversario di grandissima qualità, ma vogliamo imporre il nostro gioco”
Tra la voglia di raccogliere i primi tre punti della stagione, la gestione delle energie in vista del turno infrasettimanale e il rapporto con una città che lo sta conquistando giorno dopo giorno. È un Leandro Greco a tutto campo quello intervenuto alla vigilia della nuova sfida di campionato. Quella in programma contro l’Inter U23 domani allo Scida (ore 18,30) per il primo turno infrasettimanale della stagione. Un tecnico fiducioso, consapevole dei mezzi della sua squadra e della bontà del lavoro svolto finora, ma al tempo stesso determinato a correggere quell’ultimo dettaglio che è mancato per raccogliere quanto seminato.
“Prestazioni importanti, ma dobbiamo essere più cattivi”
Nonostante qualche rammarico per i punti lasciati per strada, il tecnico rossoblù difende a spada tratta la crescita del gruppo: “C’è dispiacere soprattutto per i ragazzi, perché il volume di gioco e la qualità delle prestazioni non erano scontati dopo una rivoluzione così profonda. Stiamo creando un’identità bella e visibile, che si percepisce da fuori ed è la cosa che più mi rende orgoglioso”. La strada però passa dal cinismo sotto porta: “Dobbiamo migliorare quell’ultimo pezzettino, alzare il livello di cattiveria nell’uno contro uno e nelle transizioni. Sono convinto che, lavorando in questo modo, il calcio prima o poi ci restituirà ciò che meritiamo”.
L’importanza del gruppo e la gestione dei cambi
Con le gare ravvicinate e un solo allenamento di rifinitura, la tentazione del turnover è forte, ma per Greco non si tratta solo di una necessità fisica: “Ieri chi ha giocato ha svolto lavoro di recupero, mentre gli altri si sono allenati benissimo. L’idea è coinvolgere tutti: chi inizia è importante, ma chi subentra è determinante. Lo abbiamo dimostrato nelle ultime due gare, dove la partita è cambiata proprio con gli uomini della panchina”. E su giocatori capaci di spaccare il match a gara in corso, come Tordini, chiarisce: “A volte, in modo un po’ egoistico, un allenatore sfrutta queste caratteristiche per indirizzare il finale di gara. Faremo le ultime valutazioni dopo la rifinitura in base a chi ha recuperato e al tipo di avversario che andremo ad affrontare”.
Attacco e identità flessibile
Sollecitato sul momento di Antonino Musso e sulle difficoltà nel concretizzare la grande mole di gioco, Greco allarga la prospettiva: “Antonino ha avuto diverse occasioni e il mio compito è aiutarlo a sbloccarsi emotivamente, a farlo sentire meno responsabile. Ma l’attacco dell’area non riguarda solo la punta centrale: dobbiamo riempirla di più anche con gli esterni e i centrocampisti. I moduli? Non sono fissato con i numeri: contano gli spazi e l’intelligenza tattica dei ragazzi. Ho la fortuna di allenare giocatori duttili che sanno fare più cose all’interno della stessa gara”.
“Crotone piazza importante, qui per costruire qualcosa di grande”
Tra una battuta sulla cucina locale (“La polpetta con la ‘nduja mi sta sfondando, è devastante!”) e il racconto delle sue passeggiate sul lungomare, l’allenatore dichiara tutto il suo apprezzamento per l’ambiente crotonese: “Mi piace vivere la città, sentire il calore della gente. So che questo è un anno di transizione e difficoltà, ma al presidente e al direttore l’ho detto: mi piacerebbe avere il tempo di lavorare su un ciclo più lungo e riportare questa società dove merita. Crotone può e deve tornare ad alti livelli”.
Infine, un passaggio sulla leadership interna: “Non abbiamo il leader vecchio stampo che grida prima di entrare in campo, ma un gruppo giovane che sta diventando leader di se stesso attraverso il gioco. Esempi come Musso per l’energia o Brignola per la qualità tecnica spingono tutti gli altri a dare il massimo”.


