archeologia
|I Krotoniati: i reperti archeologici crotonesi tornino a casa
Il gruppo ha organizzato un presidio davanti al museo archeologico ancora chiuso per lavori per il rientro delle opere storiche.
CROTONE – Riaprire il museo e far tornare a Crotone i reperti in prestito. Questa la richiesta del sit in del gruppo civico de I Krotoniati, che ha organizzato un presidio davanti al museo archeologico di Crotone. L’obiettivo della manifestazione era chiedere il rientro definitivo dei reperti archeologici crotonesi attualmente dati in prestito ad altre sedi espositive.
La protesta dei Krotoniati per i reperti archeologici
“I prestiti non sono regali – scrivono i Krotoniati – ed è ora che le nostre opere tornino a casa. Siamo in pochi ma determinati davanti ad una grande storia. Crotone merita rispetto, il patrimonio culturale appartiene alla comunità che lo ha generato e custodito per secoli”.
La critica si estende anche alle politiche di scambio culturale che sembrano penalizzare costantemente il territorio: “Spogliare temporaneamente una collezione locale per dare visibilità altrove ha senso solo se c’è reciprocità e rispetto dei patti. In piena stagione estiva ci siamo ritrovati con i musei chiusi e le opere in giro per la Calabria e oltre. I tanti turisti arrivati, che le cercavano sperando di trovarle, sono rimasti delusi”.
La situazione dei lavori al museo archeologico
A fare da sfondo alla manifestazione c’è la chiusura del Museo Archeologico Nazionale di via Risorgimento. Inizialmente, la riapertura della struttura era stata fissata per il 30 giugno, ma la scadenza non è stata rispettata, scatenando le legittime richieste di chiarimenti da parte di cittadini e operatori del settore. Lo scorso luglio, l’assessora alla Cultura Dalila Venneri ha effettuato un sopralluogo insieme al direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma, per verificare lo stato di avanzamento dei cantieri. Non è stata data, però, una data di fine lavori.
Gli interventi mirano a un profondo ammodernamento dell’edificio: la posa di nuovi pavimenti, l’installazione di un moderno impianto di climatizzazione, opere di efficientamento energetico, nonché la realizzazione di una nuova scala interna e di un ascensore per garantire la piena accessibilità degli spazi. L’obiettivo finale, pur con i ritardi accumulati, è trasformare il polo culturale in una struttura moderna, efficiente e inclusiva.
Il viaggio dei reperti archeologici crotonesi
Ma dove si trovano attualmente i tesori storici della città? Il celebre Diadema aureo di Hera Lacinia (rinvenuto a Capocolonna nel 1987) e la Testa di Apollo Aleo (proveniente dagli scavi di Cirò Marina) hanno appena concluso la loro esposizione al Museo dell’Acropoli di Atene, dove fino al 30 agosto sono stati protagonisti della mostra internazionale “Inspirations. Ancient Greek Art Living in Italy”. Tuttavia, il rientro in Calabria non coinciderà con il ritorno a Crotone: a partire da ottobre e fino a dicembre 2026, l’intero allestimento troverà dimora presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (dove già ha casa la testa di Apollo). Una volta rientrato a Crotone il diadema di Hera cambierà location e verrà esposto al museo archeologico di Capocolonna dove è stata creata una apposita sezione insieme a tutto il tesoro rinvenuto nel 1987.
La verità che sottolineano I Krotoniati è che da anni il territorio assiste a una costante migrazione verso l’esterno, come già accaduto nel 2025 per la mostra “Linfa. Essenze dalla terra” a Sibari, o per i rarissimi askoi in bronzo a forma di sirena esposti a Napoli nell’ambito della mostra “Parthenope” e rientrati a casa solo lo scorso 6 luglio. Se i trasferimenti avvengono nel pieno rispetto normativo (art. 66 del D.Lgs. 42/2004), a sollevare interrogativi è l’assenza di reciprocità. È estremamente difficile ricordare una grande mostra ospitata a Crotone costruita con prestiti provenienti da altri musei.


