Crotone, Fondo Gesù si ribella: rimuovere i rifiuti da via La Pira
Iniziativa di Cittadini Liberi e Comitato Fondo Gesù Nel Cuore. Trocino denuncia: radioattività nei rifiuti della demolizione vecchia chiesa
CROTONE – “Il campetto è diventato una discarica abusiva”. Con questa frase di Giuseppe Pirillo, presidente di Cittadini Liberi, si spiegano i motivi del flash mob, organizzato insieme al Comitato Fondo Gesù nel Cuore, lunedì 14 settembre 2026 in via Giorgio La Pira 19, nel quartiere Fondo Gesù a Crotone.
Al centro dell’iniziativa c’è la complessa vicenda dei circa 4.300 metri cubi di materiali provenienti dal cantiere di riqualificazione dell’ex piscina Coni, che sono stati successivamente trasferiti nell’area comunale di Fondo Gesù. Cittadini Liberi e il Comitato Fondo Gesù nel Cuore hanno illustrato la documentazione acquisita, chiedendo alle autorità competenti controlli, prevenzione e risposte documentate, senza voler anticipare le conclusioni che spettano agli organi preposti.
Terre di scavo diventate ormai rifiuti
“Oggi il flash mob – ha detto Pirillo – è stato organizzato per denunciare l’accumulo improprio di rifiuti nelle vicinanze dell’unico campetto di calcio del quartiere di Fondo Gesù”. Sulla provenienza di questi materiali, ha aggiunto: “Questi rifiuti sono costituiti dalle terre di scavo della costruenda piscina del Coni, che appare ormai come una sorta di tela di Penelope. È vergognoso che il Comune abbia scelto questo sito come deposito temporaneo per le terre di scavo, collocandolo all’interno di un quartiere e vicino all’unica struttura sportiva presente”.
La documentazione in possesso del comitato solleva gravi dubbi normativi. Dalla Dichiarazione di Utilizzo, trasmessa il 10 marzo 2025, era previsto il deposito intermedio, ma le autorizzazioni appaiono scadute. “La dichiarazione di utilizzo è un documento in cui il progettista o il direttore dei lavori certifica che le terre e le rocce di scavo possono essere accantonate temporaneamente per un uso successivo”, ha spiegato Pirillo, sottolineando che “questo utilizzo, però, ha una scadenza. Una volta scaduto il termine, in assenza di una proroga (che dalle carte fornite dal Comune non risulta esserci stata), la terra perde la qualifica di ‘roccia di scavo’ e diventa a tutti gli effetti un rifiuto. Ecco perché si tratta di una discarica abusiva”.
I rischi ambientali e la discarica abusiva a Fondo Gesù
L’emergenza non si limita solo all’area sportiva e ai materiali del cantiere CONI. Durante il flash mob è stata denunciata anche la situazione dell’area dell’ex chiesa in via Achille Grandi, caratterizzata dalla presenza di residui di demolizione e rifiuti abbandonati.
Giuseppe Trocino, capogruppo di Per la nostra Crotone, ha lanciato un allarme gravissimo proprio su questo sito: “Queste montagne di rifiuti sono un simbolo, ma non sono le uniche: altri rifiuti si trovano nell’area di Fondo Gesù, dove un tempo sorgeva una chiesa che è stata demolita. Quei rifiuti sono anche radioattivi, come è stato misurato dai nostri tecnici”.
In merito alle responsabilità per la bonifica della zona di via Giorgio La Pira, Trocino è stato perentorio: “Essendo stati stanziati milioni di euro, lo smaltimento dei rifiuti che si trovano qui era compreso in un appalto. Pertanto, se il Comune o l’impresa hanno fatto calcoli errati, uno dei due deve rimuoverli al più presto, salvaguardando l’incolumità delle persone e portandoli in discarica in sicurezza”.
Sicurezza idraulica ed i timori dei residenti
Un altro tema centrale della protesta riguarda il fiume Esaro e il rischio idraulico, una questione inseparabile dalla presenza di rifiuti in un territorio a rischio esondazione. “L’Esaro è un fiume a rischio che può esondare in ogni momento”, ha ricordato Pirillo. “Vorremmo che la cittadinanza fosse maggiormente informata, ma soprattutto che i lavori di manutenzione e la progettazione delle vasche di laminazione per la messa in sicurezza venissero finalmente portati a termine dopo trent’anni”.
A dar voce all’esasperazione di chi vive nel quartiere è stato Felice Torromino, presidente del comitato Fondo Gesù Nel cuore: “Abbiamo sposato sin da subito l’iniziativa del flash mob di oggi con l’associazione Cittadini Liberi perché, di fatto, ci sentiamo le principali vittime di questa ingiustizia”. Parlando delle condizioni di vita vicino al campetto, ha denunciato: “I rifiuti sono stati depositati all’insaputa dei cittadini. Da un anno e mezzo queste persone vivono barricate in casa: non possono aprire le finestre perché, non appena si alza il vento, la polvere entra nelle abitazioni. Credo sia fondamentale verificare innanzitutto il contenuto di queste polveri e dei rifiuti, per garantire maggiore sicurezza ai cittadini che vivono qui, nell’area Giorgio La Pira”.
Torromino ha infine evidenziato l’interesse del Comune alla vicenda: “Abbiamo iniziato a dialogare con l’assessore Giovanna Lamanna, riscontrando una piena apertura da parte sua ed ora aspettiamo una sua convocazione. Tra due giorni incontreremo anche il presidente di Akrea per discutere della gestione dei rifiuti e dei cassonetti, dato che Fondo Gesù è uno degli ultimi quartieri in cui sono rimasti i contenitori stradali”


