Sanità futura
|Nuovo ospedale di Crotone, Progressisti QPO: silenzi e ritardi
Sollecitata chiarezza sui fondi Inail e proposto un polo medico avanzato per superare le gravi emergenze dell’area
CROTONE – I ritardi burocratici, le incertezze sull’area di costruzione e la necessità di garantire cure all’altezza delle emergenze locali hanno spinto il gruppo Progressisti QPO – Gaetano Grillo, Giovanni Lentini, Gianfranco Maiorano, Salvatore Mastroianni e Fernando Pantano – a denuncoare il silenzio attorno alla vicende del nuovo ospedale di Crotone.
Il documento parte dall’analisi delle certezze economiche e progettuali già incamerate per il nuovo ospedale di Crotone, ricordando che esiste già la copertura finanziaria: “Un finanziamento di 300 milioni per realizzare il nuovo ospedale che rientra nel programma di Edilizia Sanitaria destinato a iniziative di elevata utilità sociale e che prevede l’anticipazione dei capitali, da parte di Inail, e la restituzione delle somme a tasso agevolato, da parte della regione Calabria che, alla fine, diventerà proprietaria dell’immobile.”
I ritardi sul progetto per il nuovo ospedale di Crotone
L’iter istituzionale si scontra, tuttavia, con la realtà operativa locale, che desta più di qualche perplessità negli autori del documento. I firmatari puntano il dito contro l’Amministrazione in merito all’individuazione dell’area destinata a ospitare i padiglioni per il nuovo ospedale di Crotone: “Ad oggi, il Comune di Crotone, e ci saremmo meravigliati del contrario, è in forte ritardo, tanto da sfiorare quasi l’inadempienza, del resto usuale in Piazza della Resistenza.”
La localizzazione, avvertono gli esponenti politici, deve rispettare parametri rigorosi. L’area prescelta dovrà infatti essere tassativamente: “Libera da vincoli idrogeologici. Senza falde. Libera da vincoli archeologici. Lontana dal perimetro del SIN. Libera da gravami. E con la presenza di collegamenti viari strategici”. Proprio in virtù di questi stringenti requisiti, il gruppo suggerisce l’utilizzo di aree demaniali o comunali situate in prossimità delle strade statali 106 o 107.
La proposta per superare i limiti demografici
Nonostante la provincia non raggiunga i numeri previsti dal Ministero della Salute per istituire un ospedale Hub (il DM 70/2015 richiede un bacino tra 600.000 e 1.200.000 abitanti), i Progressisti QPO evidenziano che il territorio crotonese presenta criticità impattanti uniche nel loro genere, come il Sito d’Interesse Nazionale, gli impianti industriali e la presenza del Centro Accoglienza Richiedenti Asilo.
Per arginare questo drammatico contesto, il comunicato avanza una richiesta precisa alle istituzioni: “Considerate tutte queste straordinarie emergenze, uniche nel loro genere, riteniamo che la costruzione del nuovo ospedale , con la dotazione di 350 /400 posti letto, completi di blocchi operatori e hub tecnologici, potrebbe e può essere un punto di partenza per ottenere il riconoscimento del nuovo presidio ospedaliero come Hub sanitario, in special modo se l’ASP allargasse la sua presenza alle città di San Giovanni in Fiore e di Cariati”.
Le eccellenze richieste per il nuovo ospedale di Crotone
Affinché l’investimento non si limiti a una scatola vuota, ma diventi uno strumento concreto di salvaguardia della salute, il documento elenca minuziosamente i reparti e i servizi salva-vita che dovrebbero caratterizzare l’offerta per il nuovo ospedale di Crotone. I firmatari delineano la fisionomia della nuova struttura sanitaria auspicando: “Un HUB possibile con la realizzazione di un Dipartimento di Emergenza e di Accettazione di secondo livello; un Dipartimento di Terapia Intensiva Neonatale; un Dipartimento di Emodinamica H24; un grande centro traumatologico; un Dipartimento di neurologia con un Centro Ictus di secondo livello. E, ultimo ma non ultimo, con la realizzazione di un Polo Oncologico d’avanguardia specializzato nella ricerca oncologica esposomica”.
Per tradurre in realtà questo ambizioso traguardo, conclude la nota, la Regione Calabria dovrà sbloccare celermente le assunzioni per immettere nuove professionalità mediche e dotare la Sanità Pubblica di moderne tecnologie diagnostiche.


