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Catania-Crotone, Greco: “Per noi sarà un altro step di crescita”

Il Crotone di Greco si prepara a un altro esame di alto livello e il tecnico rossoblù predica equilibrio dopo la vittoria sulla Salernitana

Dalla vittoria contro la Salernitana alla sfida con il Catania. Il Crotone di Leandro Greco si prepara a un altro esame di alto livello e il tecnico rossoblù, alla vigilia della trasferta al Massimino (in programma sabato 3 ottobre alle 20,30), predica equilibrio. L’entusiasmo per il primo successo non deve trasformarsi in euforia, perché il percorso della squadra è ancora lungo e l’obiettivo resta quello della crescita, insieme alla necessità di muovere la classifica.

“Il nostro percorso è solo all’inizio”

La vittoria contro la Salernitana ha dato energia al gruppo, ma Greco invita a guardare immediatamente oltre: “La vittoria ci ha dato sicuramente energia e ha dato più forma a tutto il lavoro che abbiamo svolto in questo periodo – ha spiegato Greco – ma, come ho detto anche nel post gara, è solo l’inizio”. Il tecnico guarda già avanti. Di fronte ci sarà un Catania costruito con ambizioni importanti, una squadra che Greco considera potenzialmente già pronta per la Serie B: “Se la Salernitana era costruita per vincere, il Catania è costruito per stravincere il campionato. Troviamo una squadra potenzialmente già da Serie B e con giocatori consolidati”. Una sfida che, proprio per questo, diventa particolarmente stimolante. “Sarà un altro step di crescita per noi e per i nostri ragazzi. Vogliamo vedere come reagiamo dopo una vittoria e soprattutto alle difficoltà che troveremo in un contesto di livello nettamente superiore”.

“Non ci snaturiamo: vogliamo fare la nostra partita”

Greco non ha intenzione di modificare l’identità del Crotone per affrontare l’avversario. Ci saranno adattamenti, ma senza rinunciare ai principi sui quali la squadra sta lavorando. “Non ci snaturiamo sicuramente – ha detto il tecnico –. Non è una finale, non è una partita da dentro o fuori. È un passaggio per capire quanto siamo distanti dalle nostre cose e da realtà così importanti. Andiamo a fare le nostre cose con degli adattamenti, con grande umiltà e rispetto di chi abbiamo di fronte, cercando di fare risultato e cacciare punti”. Il Crotone arriva alla sfida dopo una settimana di lavoro che Greco definisce positiva. E proprio la gestione dell’entusiasmo post-Salernitana rappresentava uno degli aspetti più delicati: “L’entusiasmo deve essere quello giusto. L’euforia toglie energia, l’entusiasmo invece la alimenta”.

Il Catania e le tante individualità

Il tecnico rossoblù conosce bene la qualità della formazione siciliana e invita a non ridurre il pericolo alle sole corsie esterne. “Loro è riduttivo parlarne solo come esterni – ha spiegato Greco –. Se vai a lavorare sugli esterni e pensi che possano farti male lì, poi vai in mezzo al campo e ti ritrovi Vallocchia, Galligara, Insigne, Cicerelli… Dove ti muovi, c’è tanta qualità”. Per questo la chiave sarà soprattutto collettiva: “Dobbiamo essere bravi a lavorare come squadra”. Il Crotone proverà quindi a sfruttare anche gli spazi che inevitabilmente una formazione forte può concedere: “Non esistono squadre perfette. Dovremo fare una partita molto attenta, sbagliare il meno possibile e fare le nostre cose quando ci sarà concesso”.

Terzini e fase offensiva

Tra gli aspetti sui quali Greco continua a lavorare c’è anche quello relativo alla partecipazione offensiva dei terzini. Nel calcio moderno, spiega il tecnico, “sono i primi costruttori di gioco” e possono contribuire alla creazione di superiorità numerica. Ma il vero margine di crescita riguarda l’intera squadra, soprattutto negli ultimi metri. “Dobbiamo riempire meglio l’area e portare più giocatori vicino alla rete avversaria. Abbiamo tanti ragazzi con qualità di palleggio che devono fare uno step di crescita per essere più incisivi negli ultimi 30 metri”. Il Crotone, dunque, non vuole dipendere soltanto dalle reti di Zunno e Musso. L’obiettivo è aumentare il numero di giocatori coinvolti nella fase realizzativa e trovare nuove soluzioni offensive. Contro il Catania non ci sarà Merelli, fermato per due giornate. Una situazione che Greco affronta senza particolari allarmismi, inserendola nel concetto di squadra che rappresenta uno dei punti centrali del suo lavoro. “Ci dobbiamo proteggere a vicenda, come abbiamo fatto in queste partite. Chi più, chi meno, ha reso; chi ha reso meno è stato protetto dalla squadra. È il nostro modo di fare”. Il tecnico non esclude inoltre cambiamenti tattici in futuro, compresa la possibilità di riproporre la difesa a tre, ma senza forzare i tempi: “Abbiamo margini di struttura e di evoluzione della squadra ampi. Vedremo di volta in volta in base alle partite, alla forma dei giocatori, alle situazioni”.

L’obiettivo resta la salvezza

Il successo contro la Salernitana ha permesso al Crotone di azzerare la penalizzazione, ma Greco non vuole che questo risultato faccia perdere di vista la realtà della classifica. “Il primo obiettivo lo abbiamo raggiunto con la cancellazione della penalizzazione. Ora il secondo è scalare le posizioni e agganciare il più velocemente possibile quelle davanti a noi”. Eppure, nonostante la voglia di guardare avanti, il tecnico mantiene un’impostazione prudente: “L’obiettivo è la salvezza”. Una posizione che non esclude l’ambizione. Anzi. “Sognare e avere ambizione fa parte del mio modo di essere e deve far parte dei ragazzi. Senza sogni, senza ambizioni e senza emozioni non si può fare questo sport”. Ma subito dopo arriva il richiamo alla concretezza: “Non ero depresso prima e non sono esaltato adesso. Sono molto equilibrato e la squadra deve esserlo altrettanto”.

“Sarà una partita che ci dirà tanto”

La sfida del Massimino, dunque, rappresenta soprattutto un banco di prova per misurare la crescita del Crotone. Non una partita destinata a definire da sola il campionato, ma un altro tassello di un percorso ancora lungo. “Non sarà questa partita a determinare se saremo una squadra forte – sottolinea Greco –. Sarà solamente un momento di uno step che faremo, poi ci sarà il Cerignola e così via”. La filosofia resta quella di costruire un’identità capace di resistere anche al risultato della singola gara: “Vogliamo arrivare nei momenti importanti del campionato con questo modo di fare consolidato, dove la vittoria, il pareggio o la sconfitta non scalfiscano la testa dei ragazzi”. Infine, sulla formazione, il tecnico non si sbilancia. “Stanno tutti bene. Potrebbero giocare tanti giocatori e questo per me è un motivo di soddisfazione. La formazione ce l’ho in testa, ma la vedrete domani”.