Il saluto dell'addetto stampa
|Ierardi saluta il Crotone: 19 anni nell’area della comunicazione
L’addio dell’addetto stampa rossoblù dopo quasi due decenni. “Sono stati anni bellissimi, intensi, entusiasmanti”
Diciannove anni, una vita professionale trascorsa al fianco del Crotone e un viaggio cominciato dalla Serie C fino ad arrivare alla Serie A. Luciano Ierardi lascia il club rossoblù e affida a un lungo messaggio il suo saluto a una società, a una squadra e a un ambiente che hanno rappresentato una parte importante della sua vita.
Anni indimenticabili
“Sono stati anni bellissimi, faticosi, intensi, divertenti, entusiasmanti”, esordisce Ierardi, ripercorrendo un’avventura iniziata quando aveva appena 20 anni. “Lavorare per i colori che amo, quelli rossoblù, e farlo dalla Serie C alla Serie A è stata un’esperienza fantastica”. Nel suo messaggio ci sono soprattutto i ricordi. E quattro date che, più di tutte le altre, rappresentano le tappe di un percorso lungo 19 anni. “Sono 4 le date che porterò per sempre nel mio cuore e che ho avuto la fortuna di vivere in prima persona”, racconta. Il riferimento è alla promozione in Serie B del 21 giugno 2009, alla storica promozione in Serie A del 29 aprile 2016, alla salvezza nella massima serie del 29 maggio 2017 e alla seconda promozione in Serie A del 20 luglio 2020.
Quattro momenti diversi, ma accomunati da un filo conduttore: averli vissuti da protagonista dietro le quinte, raccontando il Crotone nei momenti più importanti della sua storia recente.
I ringraziamenti
Ierardi rivolge quindi il proprio ringraziamento alla società e alla proprietà. “Ringrazio il presidente Gianni Vrenna e il direttore generale Raffaele Vrenna per la possibilità che mi hanno dato facendomi ricoprire un incarico così importante”, scrive. Ma è soprattutto alle persone incontrate nel corso degli anni che il suo pensiero va. Colleghi, collaboratori e professionisti con i quali ha condiviso quotidianamente il lavoro. Una menzione particolare viene riservata a Emanuele Roberto, “il primo che ho conosciuto quando sono entrato a soli 20 anni nella famiglia Crotone”, e a Vincenzo Ruggiero, indicato come il suo mentore: “Mi ha insegnato tutti i “trucchi” del mestiere”. C’è poi Rocco Meo, compagno di lavoro negli ultimi dieci anni. “Abbiamo condiviso gli ultimi 10 anni fianco al fianco trascorrendo ore interminabili al telefono per cercare di fare del nostro meglio”, racconta Ierardi. Un pensiero va anche a tutti i ragazzi dell’area comunicazione, ai quali rivolge una sorta di scusa affettuosa: “Scusate se a volte vi ho stressato per la mia troppa “precisione” sul lavoro”. Dietro quella precisione, però, c’è una realtà fatta di sacrifici che, spesso, rimane lontana dai riflettori. “Solo noi e le nostre famiglie sappiamo i sacrifici, la passione, le notti insonni, le rinunce e le fatiche che stanno dietro a ogni singola attività”, sottolinea Ierardi, ricordando come il lavoro abbia significato spesso “saltare domeniche e festività varie”.
La famiglia sempre accanto
Ed è proprio alla famiglia che dedica uno dei passaggi più personali del suo messaggio. “Un ringraziamento particolare va a mia moglie Carmen che presto mi darà la gioia di diventare papà per la seconda volta e che mi sopporta e supporta sempre”. Nel lungo saluto trovano spazio anche i giornalisti che hanno seguito il Crotone nel corso degli anni. “Ringrazio anche tutti i colleghi giornalisti da cui in ogni confronto ho imparato qualcosa”, scrive Ierardi, aggiungendo: “Spero di aver lasciato anch’io un buon ricordo, umano prima ancora che professionale”. Un concetto al quale tiene particolarmente, perché il percorso professionale è stato accompagnato dai valori ricevuti dalla propria famiglia: “Ho cercato sempre di trasmettere i veri valori della vita che i miei genitori mi hanno insegnato”.
Quel sogno realizzato
Poi arriva il bilancio di una carriera che, prima ancora di essere un lavoro, è stata la realizzazione di un sogno. “È stato tutto bello e per 19 anni ho fatto il lavoro che ho sempre sognato di fare sin da bambino: lavorare nel mondo del calcio”. Una quotidianità fatta di “telefonate infinite, trasferte, autobus, aerei, ritiri” e dall’incontro con generazioni di calciatori, direttori sportivi e allenatori. “Tanti calciatori, direttori e allenatori sono passati da Crotone: da ognuno di loro ho imparato qualcosa”, racconta ancora l’ormai ex addetto stampa rossoblù. Adesso, dopo 19 anni, arriva il momento di chiudere una pagina. “Ora è il momento dei saluti”, scrive Ierardi. Ma l’ultimo pensiero è ancora per il Crotone, quello che ha accompagnato gran parte della sua vita professionale e personale. “Sosteniamo sempre il nostro Crotone”.


