Referendum, Renzi-show al teatro Cilea di Reggio Calabria

renziNon poteva mancare una tappa in Calabria nel lungo tour referendario, più che altro televisivo, del premier Matteo Renzi che venerdì all’ora di pranzo è approdato a Reggio Calabria dove, sul palco del teatro Cilea, ha dato vita ad un vero e proprio show più che a un comizio politico. E non ha mancato di ricordare ai calabresi, in particolare allo stato maggiore schierato al gran completo tra le poltrone del Cilea, che i cordoni della borsa si sono aperti anche per loro. “A quelli che chiacchierano rispondiamo con i fatti. Il Governo – ha dichiarato il premier – ieri i soldi al Cipe per il Sud li ha messi e non annunciati. La differenza è la concretezza”.
“Gli altri – ha aggiunto Renzi – sono i politici del condizionale. Il fatto è che loro da trent’anni i problemi dell’Italia non li hanno mai affrontati. Noi crediamo invece alla ripartenza del Paese. L’Italia due anni fa era bloccata, oggi qualcosa si muove e la riforma può accelerare la crescita e superare l’immobilismo degli ultimi trent’anni”.

Durante lo show non è mancato il siparietto di una signora che dalla platea lo ha interrotto contestandogli la mancata partecipazione popolare per l’elezione dei senatori. Il premier l’ha ascoltata e poi ha risposto: “L’articolo 57 prescrive che il Consiglio regionale, in conformità con l’indicazione dei cittadini, esprime il senatore. Questo meccanismo ha altri paragoni nel mondo? In Francia il senato dei consiglieri territoriali è eletto con elezioni di secondo livello tra tutti gli eletti non tra i cittadini. In Germania, i rappresentanti delle regioni siedono nell’equivalente del Senato. In Italia un cittadino vota con una scheda e poi i consiglieri ratificano la scelta”. Renzi, non rinunciando a fare l’istrione, ha poi invitato la platea a fare un applauso alla signora Alessia, perché – ha spiegato – è importante il confronto.

Sono quindi arrivate le bordate agli avversari schierati per il No. A Grillo, anzitutto. “Vaffa day, scrofa ferita, serial killer… è il modo di Beppe Grillo per dimostrare il suo affetto. Ti voglio bene anche io Beppe” ha ironizzato il premier aggiungendo che “i senatori saranno i rappresentanti dei territori e voglio anche ricordare che questa parte della riforma di modifica della composizione del Senato e delle sue funzioni è stata discussa profondamente e votata dal Parlamento così come Forza Italia ha contribuito pienamente alla sua formulazione. E lo dico a chi ha simpatie per i 5Stelle: il senatore in questa riforma continuerà ad essere votato dai cittadini e non come chi invece con 17 click di ‘mi piace’ sul proprio blog è arrivato ad occupare un seggio a Palazzo Madama”. Quindi la stoccata all’odiato D’Alema. “Nel rapporto Stato-Regioni si tratta di cambiare non ciò che ha fatto De Gasperi, ma le procedure che ha prodotto la riforma di D’Alema. C’è un sistema fatto ad ostacoli che continua a garantire furbizie burocratiche senza che nessuno ne renda conto. La riforma invece dettaglia ciò che le Regioni devono o non devono fare, i compiti dello Stato in una chiara definizione dei poteri”.