Acquamala, Gratteri: organizzazione rom senza scrupoli

CROTONE – L’esistenza di una organizzazione interprovinciale dei Rom dedita allo spaccio di droga capace di interfacciarsi con le grandi famiglie di ndrangheta. E’ questo il dato sottolineato dal procuratore distrettuale antimafia, Nicola Gratteri, ed dal suo aggiunto, Vincenzo Luberto, nel corso della conferenza stampa svolta al Comando provinciale dei carabinieri di Crotone per spiegare i risultati dell’operazione “Acquamala” che ha portato in carcere 13 persone. Il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Alessandro Colella, ha spiegato: “L’indagine è iniziata nel 2016 e sarebbe potuta andare ad oltranza per le modalità di spaccio che venivano attuate nel quartiere dove si vive di queste attività criminali. Sono emersi legami con famiglie criminali del territorio calabrese e, purtroppo, anche come venivano sfruttati i ragazzini per consegnare la droga”.

Elogi all’Arma sono veniti dal procuratore Gratteri: “Una operazione di alto livello probatorio – ha detto il magistrato – che dimostra la crescita professionale dei carabinieri di Crotone. L’importanza di questa indagine, che sembrerebbe di poco conto perché colpisce una rete di spaccio, è invece fondamentale per la conoscenza delle modalità di spaccio e della pericolosità. La ndrangheta non spaccia più, ha subappaltato questo settore e i rom in Calabria sono specializzati e senza scrupoli tanto che vendono davanti alle scuole. Per questo le indagini, per quanto faticose e difficili, vanno incrementate”.

Per il procuratore di Catanzaro l’operazione dei carabinieri di Crotone è “fondamentale” in quanto sgomina una modalità di spaccio che Gratteri definisce “allarmante in quanto vendendo droga davanti alle scuole si rovina il futuro dei ragazzi e delle loro famiglie”.

Il procuratore aggiunto, Vincenzo Luberto, ha sottolineato i collegamenti tra l’associazione dei rom di Crotone con famiglie del reggino dove acquistavano la droga: “E’ emersa in questa indagine – ha detto – la capacità dei Rom di gestire canali di approvvigionamento importanti come quello della cocaina con la famiglia Raso di Rizziconi. Investigare sui rom ci ha permesso di trovare le alleanze in ambito regionale ed avere conferma dell’esistenza di una organizzazione interprovinciale di rom dedita alle attività criminali come lo spaccio di droga, il furto ai portavalori o quelli di auto”.

Alla conferenza ha partecipato il capitano Francesco Esposito, comandante della Compagnia di Crotone che ha spiegato nel dettaglio le attività svolte.