Amaro esordio del Crotone Cuccureddu: dimenticare la C

CAGLIARI – “Lo avevo ripetutamente detto ai miei ragazzi: dimenticatevi la serie C che abbiamo vinto conseguendo brillanti vittorie. La divisione cadetta è un’altra cosa, tremendamente diversa e dovremo impegnarci triplicando le energie in campo per riuscire a salvarci”. E’ proprio l’algherese Antonello Cuccureddu a dire queste frasi. Giusto al suo esordio in serie B col suo Crotone, gli è toccato mandare giù un boccone assai amaro, rimediando una pesante sconfitta proprio nella città capoluogo della sua Sardegna. Un 4-0 che è duro a sopportare anche se solo all’inizio del torneo. Per la verità occorre sottolineare almeno due aspetti fondamentali per quanto si è verificato al S. Elia.

CAGLIARI – “Lo avevo ripetutamente detto ai miei ragazzi: dimenticatevi la serie C che abbiamo vinto conseguendo brillanti vittorie. La divisione cadetta è un’altra cosa, tremendamente diversa e dovremo impegnarci triplicando le energie in campo per riuscire a salvarci”. E’ proprio l’algherese Antonello Cuccureddu a dire queste frasi. Giusto al suo esordio in serie B col suo Crotone, gli è toccato mandare giù un boccone assai amaro, rimediando una pesante sconfitta proprio nella città capoluogo della sua Sardegna. Un 4-0 che è duro a sopportare anche se solo all’inizio del torneo. Per la verità occorre sottolineare almeno due aspetti fondamentali per quanto si è verificato al S. Elia. Ci riferiamo in primo luogo all’errore, frutto di una leggerezza da parte del centrale Pecorari (l’unico della sua prestazione): nel tentativo di contrastare lo sgusciante e rapido Cammarata, non si intende col portiere in uscita ed è il primo gol per il Cagliari; il secondo episodio, che rappresenta poi il punto nodale della disfatta avviene al 28’, quando Sassannelli esce dalla sua porta oltre l’area di rigore per contrastare l’ex veronese tutto solo. Entra su di lui in modo un po’ pesante e tocca la palla con la mano. Per l’arbitro Pieri è un fallo da ultimo uomo e lo espelle senza indugio; conseguente inferiorità numerica da subire per quasi un’ora. Vi è da segnalare che, in questa occasione, Ametrano era stato messo a terra da un giocatore cagliaritano e l’arbitro aveva lasciato proseguire; inoltre nessuno dei cagliaritani ha sentito il dovere morale di buttare la palla fuori per soccorrere l’ex-compagno.
E’ ovvio che in dieci contro undici è stato terribilmente difficile per Giampà e soci contenere l’impeto dei rossoblù di Bellotto. Certo, il Cagliari ha fornito una prestazione di gran lunga superiore, ma quanto accaduto in precedenza gli ha facilitato l’impresa. Nonostante la buona prova di Ziliani, duro nei contrasti e negli anticipi quanto basta, dello stesso Pecorari e di un Porchia assai mobile ed efficace, la difesa non può reggere assolutamente le tante falle che si aprono davanti a loro, nelle quali si è inserito l’asse Lucenti, Buso, Melis e Cammarata a creare quasi sempre scompiglio.
Era già difficoltosa, data la caratura e le potenzialità riconosciute al Cagliari, tentare di contrastarne le manovre di attacco in condizioni di assoluta parità; giocare per quasi un’ora in inferiorità numerica e resistere all’asfissiante assalto dei rossoblù di Bellotto senza pagarne il dazio, si è dimostrato utopico. Tant’è che il giovane Melis, prodotto locale lanciato in serie A da Ulivieri la scorsa sfortunata stagione, ha disputato una gara maiuscola, ben coadiuvato da Cammarata, mettendo a segno due splendide reti. La partita è risultata piacevole a vedersi. Dobbiamo altrettanto dire che, nonostante i prime due episodi negativi che hanno portato i sardi sul 2-0, il Crotone non ha mollato, e gli uomini di Cuccureddu si sono resi artefici di almeno quattro azioni a tutto campo, nelle quali Fialdini (subentrato ad uno spento Lo Gatto), con le sue rapide proiezioni sulla fascia destra, in collaborazione con un mobile Deflorio, hanno mancato di un soffio le marcature, sparacchiando alle stelle. Evidententemente lo storico impatto della neo promossa squadra crotoniate con il suo primo campionato cadetto non è stato fortunato. Ci sarà indubbiamente tempo e modo per raddrizzare l’attuale condizione generale, e la società dovrà a nostro parere procedere al potenziamento di alcuni reparti. Non è andata bene la “prima”, ma non è proprio il caso di prendersela troppo. Da segnalare le buone performance dei neo acquisiti Ziliani e Nocerino (in campo dall’inizio), che hanno tenuto bene la loro zona di competenza con autorità e intervenendo negli anticipi, anche se poi l’ex reggino ha dovuto abbandonare il campo per dar modo a Cuccureddu di sostituire il portiere espulso col suo vice Piazza. Nel centrocampo lodevole l’impegno e la mobilità del capitano Giampà e di Cardinale, mentre dell’ex Ametrano si è apprezzata la riconosciuta mobilità di esterno, non risultata efficace a causa di uno splendido Buso che lo ha impegnato a fondo. Non del tutto positiva la prova di Ambrosi (rari i suoi spunti) come quella di Deflorio anche se quest’ultimo ha creato molto più movimento. Oberdan Biagioni, perché impiegato a metà ripresa, non è apparso in condizione, lento nel trattare la palla e più volte ha perduto i duelli con gli avversari. Crediamo che saprà far valere presto le sue doti non appena l’ambientamento sarà completato. Una sconfitta da dimenticare, magari da domenica prossima contro un abbordabile Ravenna.
Salvatore Loi