Asp, la Uil Fp: sindacalisti messi alla porta da commissario Sperlì

CROTONE – “Questo è successo giorno 18 febbraio in un incontro con la Uil-Fpl nel quale volevamo discutere sull’organizzazione del personale e sull’affidamento di incarichi e funzioni, nonché su somme elargite, a nostro avviso, in modo illegittimo, favorendo il recupero delle stesse, invece di ascoltarci ha preferito, con modi che mai abbiamo visto in trent’anni di attività sindacale, metterci alla porta”. Colui che ha messo alla porta i sindacalisti, nella fattispecie, sarebbe il commissario dell’azienda sanitaria provinciale di Crotone Domenico Sperlì, secondo quanto racconta una nota del segretario generale della Funzione pubblica Uil Gaetano Papaleo.

“Mai questa azienda – scrive il sindacalista – a cominciare dalla sua istituzione dal lontano 1978 quando si chiamava Usl n. 16, ha avuto un Direttore, Commissario o Presidente che avesse interrotto un confronto con una sigla sindacale, rappresentativa di circa 135 iscritti, con dei modi che definirli scorretti è un eufemismo benevolo”. Forse perché – accusa Papaleo – “è abituato a sentire solo la musica di qualche musicante che più gli conviene, e che non è certamente quella di un vero contrasto al clientelismo e alle prebende, ma ha probabilmente come obiettivo solo quello di consolidare quegli intrecci che sono molto presenti nell’intera regione Calabria anche per fini politico elettoralistici”.

Le somme a cui fa riferimento la Uil nella sua nota, “hanno contribuito e contribuiscono ad ingigantire il deficit sanitario senza che sia stata mai individuata la responsabilità di un solo dirigente ma, al contrario, la loro irresponsabilità è sempre stata ritenuta merito per mantenere la posizione e\o addirittura essere promossi per incarichi superiori”.

Il sindacato quindi rivendica “il rispetto dei ruoli e dell’educazione in una terra culla della civiltà mondiale per ben tre millenni, se questo a mente fredda riuscirà a comprenderlo è bene altrimenti saranno i lavoratori e i cittadini che sapranno insegnarglielo con atti, modi e proteste civili, come hanno sempre fatto. La Uil Fpl non si è mai fatta intimidire e nè mai si farà intimidire da atteggiamenti come i suoi e non abbiamo certo bisogno della sua benedizione per rivolgerci alle autorità competenti ma di un commissario che metta in pratica gli obiettivi che gli hanno assegnato”.

“Ad oggi – conclude la nota – del suo insediamento non se ne è accorto nessuno, tantomeno i cittadini, per i quali non è stato capace nemmeno di informarli a che punto è la campagna vaccinale per gli anziani ed i tanti soggetti fragili con patologie pregresse di questo territorio, ma questa è un’altra storia che affronteremo e che assomiglia molto alla nota querelle delle macchinette dei tamponi”.