Atletica, per Carvelli il rodaggio di Pisa pensando a New York

Antonio Carvelli è tornato in pista. Un rientro soft per il podista crotonese, reduce anch’egli dai sacrifici sportivi imposti dal lockdown, ma tornato sulla scena a Pisa dove nei giorni scorsi si è svolta la mezza maratona. L’ennesimo viaggio di Carvelli, che alla sue spalle ha un curriculum di tutto rispetto, con quattro maratone di New York, quelle altrettanto prestigiose di Valencia, Amsterdam e Berlino ma anche le italiane Roma, Milano, Torino e Firenze. Un rientro per saggiare la condizione, proprio in concomitanza con il ‘decennale’ della sua prima apparizione a New York, che intanto nei prossimi giorni riapririà i cancella per l’edizione 2021. Avrebbe voluto esserci, ma l’esclusione dei partecipanti provenienti dall’Europa ha impedito la realizzazione dell’ambizioso progetto. Ci riproverà, evidentemente, l’anno venturo.

Reduce da poco dalla Pisa half marathon 2021, è andata bene?
“Direi di si. Ben oltre le mie aspettative, perché non ero assolutamente preparato, non tanto ad affrontare i 21 chilometri, ma più che altro non avevo fatto allenamenti specifici che potessero farmi avere quella prestazione cronometrica”.

Prima di parlare della maratona di New York 2021 ci dici come hai vissuto il periodo di lockdown con la corsa?
“Come per tutti quanti noi, non senza difficoltà. Chi fa sport ed è abituato a muoversi credo abbia avuto il doppio delle problematiche rispetto a chi è amante del divano. Personalmente me ne sono fatto una ragione e ho cercato per quanto possibile di fare degli esercizi in casa, che non soddisfacevano il mio stato psicofisico, perché un conto è fare del movimento in una stanza, altro conto è correre per ore con un appagamento di endorfine difficile da descrivere”.

Sono passati ormai 10 anni dalla tua prima maratona di New York. Era il 6 novembre del 2011. Che ricordi e sensazioni ne hai?
“Me la ricordo come fosse ieri. Pur avendone poi disputate altre tre la prima non si scorda mai. Mi sono tuffato in quell’avventura con un pochino di incoscienza. All’epoca mi sponsorizzò Lorenti Eligio, che ha voluto fortemente io fossi presente a quell’edizione, lo ringrazio ancora oggi per avermi dato quella possibilità. Fu una maratona incredibile. Intanto per il calore del pubblico che non mi ha mai mollato per tutti i 42 chilometri, e poi per il risultato al quale avevo dedicato tanta fatica e sacrifici, specialmente perché parte degli allenamenti più impegnativi capitano durante il periodo estivo, e qui a Crotone sappiamo che il caldo non perdona. Riuscì ad arrivare al traguardo al di sotto del famoso muro delle tre ore”.
Ci riprovò l’anno successivo ma l’uragano ‘Sandy’ obbligò gli organizzatori a sospendere la corsa. Carvelli vi è tornato altre tre volte, nel 2015, 2016 e 2017. La prima con il record personale, la seconda caratterizzata dall’influenza e la terza dall’inciente alla partenza con la folle incoscienza di percorrerla quasi per intero con il dolore lancinante al piede.
Dopo lo stop di questi due anni, in questo 2021 c’erano le carte in regola per essere presenti alla 50ª edizione della TCS New York City Marathon, ci spieghi che è successo?
“Che viviamo un periodo complicato lo sappiamo tutti. Semplicemente con le restrizione per via della pandemia, la Casa Bianca ha deciso che tutti le persone provenienti dell’area Schengen, e quindi noi europei (circa 18 mila atleti) non possiamo entrare negli Stati Uniti. Oltre al danno c’è la beffa, perché la gara è domenica 7 novembre, mentre il divieto decadrà il giorno successivo l’8 novembre. Ovviamente il divieto non è legato all’evento sportivo ma a una questione temporale che comunque danneggia organizzazione e atleti”.

Che impegni hai per il futuro?
“In realtà viste le restrizioni mi sto allenando a sensazioni, giorno per giorno, e mi presento alle gare un a sorpresa o all’ultimo minuto, come ho fatto a Pisa ad esempio. Così evito delusioni tra eventi annullati o allenamenti intensivi con rischio infortunio. Per dirla tutta, aspettiamo fiduciosi il 2022 con la speranza che tutta questa situazioni finisca e si torni a vivere liberi come prima e forse con consapevolezza, anche più di prima.
Una tua presenza a New York 2022 può essere contemplata?
“Ne sarei davvero onorato. Intanto raccogliamo le idee, le forze, che sono soprattutto economiche, e chissà che domenica 6 novembre del 2022 a Central Park non faccia sventolare ancora una volta i colori rossoblu”.